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Il tamburo della Notte della Taranta incanta ancora

Edizione a porte chiuse in un clima surreale e magico

 

Melpignano (Le), 24 ago. (askanews) - Il coronavirus non è riuscito a silenziare il suono ipnotico del tamburo della pizzica. Si sono concluse a Melpignano (Lecce), in Puglia, le tre serate di registrazione del Concertone La Notte della Taranta 2020 che andrà in onda su Rai2 il 28 agosto alle 22.50.

Un palco minimal e teatrale ha accolto l abbraccio dell Orchestra popolare e dell Orchestra Roma Sinfonietta dirette dal maestro Paolo Buonvino.

Visione cinematografica per l edizione 23 del rito collettivo che ha dovuto rinunciare alla presenza di pubblico. Sulla facciata del Convento scorrono le immagini delle tabacchine, le contadine del Salento protagoniste della lotta al caporalato, quando Gianna Nannini intona Fimmene Fimmene. La ripropone a distanza di 16 anni dalla sua prima partecipazione al Concertone perché, dice, "le condizioni delle donne non sono cambiate".

L elogio della Pazzia di Erasmo da Rotterdam è preludio teatrale per Secuta Secuta, una filastrocca salentina da "vannisciatore", il banditore che per le vie del paese trova il modo di far emergere la verità: il tradimento del fratello maggiore.

Senza confini, senza muri La Notte della Taranta di Buonvino che con il canto in arabo di Mahmood compie un viaggio sonoro nel Mediterraneo. Struggente il canto d amore interpretato da Diodato: Beddha ci dormi. Sospiri d amore e di attese che la regia di Cristiano D Alisera proietta nel chiostro del Convento e sulla facciata barocca della chiesa della Madonna del Carmine di Melpignano.

Cinque le coreografie di Sharon Eyal che reinterpreta, in chiave contemporanea, la pizzica salentina. I danzatori del Corpo di ballo della Taranta si muovono sul grande palco di legno a forma di tamburello formando una ronda moderna e con il battito delle mani danno vita ad un corteo che richiama le lotte delle donne contadine.

90 minuti di narrazione musicale per riscoprire la Taranta partendo dal suono ancestrale del tamburello e dai suoi infiniti incontri.

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