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Mercoledì, 24 Aprile 2024

Imballaggi, Corepla: con regolamento Ue a rischio filiera riciclo

"Testo nato sotto un ombrello ideologico, necessarie modifiche"

Roma, 15 feb. (askanews) - La sostenibilità ambientale passa anche per il riciclo dei rifiuti, settore in cui l'Italia primeggia in Europa per risultati raggiunti. L'Unione europea si appresta a varare un regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio che, nel testo così come approvato dal Consiglio Ue più rigido rispetto a quello licenziato dall'Europarlamento e più vicino alla proposta iniziale della Commissione, non piace all'Italia, unico Paese ad aver votato contro. C'è ancora spazio per apportare modifiche nel corso dei negoziati di trilogo, il confronto tra Consiglio e Parlamento mediato dalla Commissione per arrivare a un testo condiviso, che riprenderanno il 4 marzo. Modifiche necessarie per l'Italia, che ha superato la soglia del 70% del riciclo di tutti i tipi di imballaggio, ben oltre la media europea e che ora vede messi a rischio gli sforzi compiuti fin qui da norme che favoriscono il riuso a scapito del riciclo. Un aspetto che allarma il Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica.

"Noi di Corepla, come larga parte del sistema industriale e produttivo italiano, - dichiara ad askanews Andrea Campelli, direttore Relazioni esterne di Corepla - siamo molto preoccupati di questo regolamento che è alle battute finali. È un regolamento che mette a rischio 4.000 imprese in Italia e circa 50.000 addetti, ma soprattutto mette a rischio un lavoro fatto negli ultimi 25-30 anni da consorzi e istituzioni per divulgare culturalmente il valore della raccolta differenziata".

Nel 2022 il Corepla ha avviato al riciclo 1.050.000 tonnellate di imballaggi in plastica, con notevoli risparmi in termini di materia prima vergine, di energia, di emissioni di CO2.

"Il regolamento - dichiara Campelli - è nato sotto un ombrello fortemente ideologico. L'aspetto fondamentale è che si enfatizza il riuso a discapito del riciclo e soprattutto il fatto che non tiene in considerazione lo stato di avanzamento di molti Paesi. L'Italia è un'eccellenza a livello europeo nel riciclo degli imballaggi, i risultati parlano molto chiaro, con questo regolamento rischiamo di tornare 30 anni indietro. Gli imballaggi, soprattutto quelli per gli alimenti, hanno la funzione fondamentale di proteggerli e di garantirne la conservazione. Già oggi la maggior parte delle vaschette in PET che troviamo nei supermercati sono fatte con materiale riciclato. Se questo regolamento passasse così com'è questo non sarebbe più possibile, dovremmo in qualche modo portate i nostri pack nel supermercato con delle incertezze sull'igiene e sulla protezione degli alimenti che non possiamo permetterci soprattutto uscendo da un dramma globale come quello della pandemia".

In un'ottica di economia circolare il riciclo dei rifiuti è essenziale. L'Italia è già avanti ma restano comunque margini di miglioramento che chiamano in causa diversi soggetti. "In primis le aziende - osserva Campelli - che devono aumentare il concetto di eco-design, la progettazione di packaging fatto per essere riciclato; poi le istituzioni che già stanno lavorando bene nel diffondere la cultura della differenziata e nel dare informazioni corrette ai cittadini; e ultimo, ma non certo per importanza, il comportamento di ogni cittadino che nel fare correttamente il conferimento dà inizio ad un ciclo virtuoso che può portare alla salvaguardia dell'ambiente, al risparmio di emissioni di CO2 e soprattutto a creare posti di lavoro nell'economia green che sono davvero importanti".

Un lavoro di squadra per trasformare i rifiuti in risorsa.

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