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Lunedì, 23 Maggio 2022

Indigo e Hacking Talents per rivoluzionare le risorse umane

L'Intelligenza artificale contro il burn out dei lavoratori

Roma, 2 mar.. (askanews) - L'intelligenza artificiale al servizio di aziende e dipendenti per dialogare nel complesso mondo post pandemia. E' il frutto della partnership tra Indigo.ai - la piattaforma che crea assistenti virtuali per le aziende - e Hacking Talents - la piattaforma che crea soluzioni di engagement per i talenti. Per una tecnologia che rivoluziona il settore delle risorse umane, permettendo alle imprese di ascoltare e indirizzare i bisogni e i desideri delle persone nei contesti aziendali grazie all'intelligenza artificiale. Questo in un contesto, generato dalla pandemia, in cui sono 500.000 le dimissioni volontarie registrate solo tra aprile e giugno del 2021 dal Ministero del Lavoro. Dipendenti colpiti dal cosiddetto burn out, rassegnati, stanchi, delusi.

Federica Pasini, Co-founder e CEO di Hacking Talents: "Uno dei principali motivi per cui c'è stato questo fenomeno, ancora in corso, nelle varie tipologie di aziende, è il modo con cui ogni essere umano si è trovato a vivere nel 2020 e 2021, isolato in casa, in famiglia o da solo, ma sicuramente fuori da quelle logiche con cui eravamo abituati a vivere, compresa la vita in ufficio e al lavoro, scatenando momenti di stress che hanno portato spesso alle dimissioni".

Alla base la mancanza di contatto, di intesa, tra dipendente e azienda. Necessario dunque tornare ad una comunicazione efficace. Gianluca Maruzzella, Co-founder e CEO di Indigo.ai: "I dipendenti, attraverso una semplice chat, disponibile sui diversi canali di comunicazione interna i dipendenti avranno la possibilità di fare domande - principalmente in modalità anonima - su vari ambiti legati alla vita aziendale e al loro benessere professionale: dai percorsi di carriera al funzionamento dei processi interni, dai servizi welfare ai benefit messi a disposizione dal datore di lavoro, dalla possibilità di segnalare eventuali situazioni di insoddisfazione lavorativa, necessità psicologiche, burn out - sino alla denuncia di situazioni di mobbing o molestie".

Le aziende potranno così capire i veri bisogni dei propri dipendenti, in modo data driven, aiutandoli a trattenere i talenti migliori. Tutto grazie all'intelligenza artificiale, alle tecnologie di deep learning che, applicate al linguaggio naturale, sono in grado di comprendere le informazioni nel testo o nella voce in maniera completamente automatica e permettono di portare insights e statistiche anonime ai vertici delle società, dando loro il modo di prendere sempre le migliori decisioni possibili partendo dai dati, quindi in maniera davvero inclusiva. Ancora Maruzzella: "In questo modo l'impresa potrà avere una fotografia reale e sempre aggiornata dei propri dipendenti e indirizzare nel modo migliore i propri investimenti, aumentando la retention e diminuendo l'insoddisfazione e i casi di abbandono del posto di lavoro. Aumentando l'engagement e permettendo all'azienda di raggiungere i risultati migliori".

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