Lunedì, 1 Marzo 2021

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Infezioni correlate all'assistenza, parte Campagna Amici onlus

Un paziente su 15 le contrae durante il ricovero in ospedale

Roma, 10 dic. (askanews) - Recarsi in ospedale per un ricovero o in un centro diagnostico per un esame e contrarre un'infezione. E' quello che accade a un numero rilevante di pazienti, fra i 450mila e i 700mila ogni anno in Italia. Si chiamano ICA, Infezioni correlate all'assistenza: 1 paziente su 15 le contrae durante un ricovero ospedaliero, 1 su 100 nell'assistenza domiciliare. E i decessi causati da queste infezioni si stimano in circa 10 mila l'anno. Fra i più esposti, i pazienti immunodepressi, ecco perchè AMICI Onlus, Associazione Nazionale che riunisce le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali ha deciso di promuovere una Campagna informativa sulle infezioni correlate all'assistenza.

Spiega ad Askanews Marco Daperno, Gastroenterologo presso il Mauriziano di Torino e Segretario Generale del Gruppo Italiano per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: "Le infezioni collegate all'assistenza possono essere estremamente variabili: ci sono quelle più gravi ed importanti che possono anche comportare necessità di ospedalizzazione, magari dopo interventi chirurgici o procedure endoscopiche, ci sono poi altre infezioni più comuni, magari delle virosi e di questi tempi almeno una come il covid è estremamente popolare e ben nota, e poi ci possono essere complicanze di trattamenti che riducono le difese immunitarie come il cortisone, i farmaci immunosoppressori o biologici. Il soggetto che ha una malattia infiammatoria cronica dell'intestino ha un rischio di infezioni collegate all'assistenza proporzionale al suo grado di fragilità. Il paziente ospedalizzato, malnutrito e fragile che va incontro a interventi chirurgici ha un rischio molto aumentato. L'impatto economico del fenomeno è ingente in tutta Europa, e non riguarda solo i costi legati alle strutture sanitarie che in Italia sono stimati in circa 550 milioni annui, ma anche i costi sociali, diretti e indiretti. La Campagna si rivolge quindi non solo a chi è affetto da malattie infiammatorie croniche intestinali, ma, alla luce della pandemia per Covid-19, anche a tutta la popolazione italiana fragile per età o perché soffre di altre patologie.

Come sottolinea Salvo Leone, Direttore Generale AMICI Onlus: "Le Infezioni collegate all'assistenza sono un rischio per tutta la popolazione ma in particolar modo per chi è immunodepresso come i soggetti affetti da malattie infiammatorie croniche dell'intestino, che sono la Malattia di Crohn e la colite ulcerosa". "Il tema era stato già affrontato lo scorso anno svolgendo un indagine su circa 2.542 pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali ed è diventato ancora più rilevante quest'anno alla luce della pandemia da covid-19. I dati di partenza che avevamo lo scorso anno ci dicevano che su un campione di 2542 pazienti che rappresentano circa l'1% delle persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali, il 23% di queste persone erano state ricoverate nel corso dell'ultimo anno, nel 17% dei casi avevano avuto una diagnosi certa di infezione correlata all'assistenza che nel 35% dei casi aveva significato un prolungamento dei tempi di ricovero. 1 paziente su 5 non riceveva informazioni dal professionista che stava effettuando la prestazione e addirittura che il 90% non era a conoscenza di procedure o non sapeva riconoscere procedure per prevenire le contaminazioni. Il punto di partenza è questo sul quale vorremmo sviluppare tutta una serie di attività".

E chiarisce il dottor Daperno: " Una parte di pratiche che possono prevenire le Ica attengono all'attenzione degli operatori le attenzioni igienico sanitarie durante le cure per minimizzare il rischio di trasmissione, dall'altra parte è sicuramente vero che un paziente informato che riferisce sintomi anche lontani nel tempo, potenzialmente ci aiuta a mappare queste infezioni e curarle più efficacemente".

Di qui, gli obiettivi della Campagna che prevede alcune categorie target: "Informeremo i pazienti, i caregivers e l'opinione pubblica sul rischio delle infezioni correlate all'assistenza in caso di esame, day hospital o ricovero, per sensibilizzarli a comportamenti virtuosi quando si va in ospedale o in un centro diagnostico - spiega Leone -. Cercheremo di sensibilizzare i medici, gli infermieri, i direttori sanitari, i direttori generali degli ospedali al fine di considerare maggiormente l'impatto delle ICA , coinvolgeremo la stampa e gli influencer su un tema di cui fin qui si è parlato poco ma che oggi è di maggiore attualità, ed infine sensibilizzeremo le Istituzioni, i decisori politici affinchè prendano posizione sui rischi delle infezioni correlate all'assistenza per le persone immunodeporesse. E soprattutto richiederemo l'istituzione di un tavolo tecnico al ministero della salute per stendere delle nuove linee guida che riguardino l'accesso dei malati cronici e fragili negli ospedali".

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