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Intesa Sanpaolo: un prestito agevolato per le donne lavoratrici

Divisione Impact presenta mamma@work: per non rinunciare a lavoro

 

Milano, 22 lug. (askanews) - L'emergenza Covid ha reso ulteriormente difficile la vita alle madri lavoratrici: anche per questo, nell'ottica strategica di essere banca d'impatto, Intesa Sanpaolo ha annunciato il prestito a condizioni agevolate "mamma@work", che ci è stato presentato da Marco Morganti, Responsabile Direzione Impact del gruppo bancario.

"Intesa Sanpaolo - ha spiegato ad askanews - torna con una nuova iniziativa Impact dedicata alle donne, lavoratrici e madri. In Italia la condizione di essere madre e lavoratrice è tutt'altro che facile, così come in Italia scontiamo il fatto di essere ultimi in tutte le classifiche di partecipazione delle donne al lavoro. Dal punto di vista del contenuto tecnico si tratta di un prestito che si può ottenere se il bambino ha da zero a 36 mesi di età e dal quel momento lo si mantiene fino a quando quello stesso bambino non ha raggiunto i tre anni di età".

Nel corso del 2019 i numeri parlano infatti di oltre 37mila madri lavoratrici che si sono dimesse dal proprio impiego per le difficoltà di conciliarlo con la cura dei figli. Per questo Intesa Sanpaolo ha pensato a uno strumento che sia anche una forma di accompagnamento nel tempo.

"Al massimo - ha aggiunto Morganti - la famiglia può ricevere una linea di credito da 30mila euro, ma progressiva, e la mantiene finché la donna mantiene il lavoro. Nel caso, malauguratamente il lavoro non ci sia più, noi per sei mesi eroghiamo lo stesso la cifra, per cercare di riaccompagnare la donna al ritorno al lavoro e nel caso ci fossero difficoltà con la restituzione trattiamo la cosa singolarmente con le persone che si trovassero in difficoltà".

Restituzione, comunque che può essere pianificata con tempi lunghi, fino a 20 anni, e che, nella filosofia della banca d'impatto vuole aprire le possibilità del credito agli italiani che, per ora, non presenterebbero le condizioni classiche per l'accesso ai finanziamenti, come per esempio gli studenti universitari, per i quali è stata pensata l'iniziativa "per Merito".

"Questa cosa - ha concluso Marco Morganti - doveva essere fatta, doveva esserlo auspicabilmente dalla mano pubblica; non importa, lo fa un privato che si dota di una condizione che lo avvicina all'operare di un'agenzia che lavora nell'interesse pubblico, abilitando un diritto costituzionale, so che sto usando parole impegnative, però di fatto è quello che riteniamo di avere contribuito a realizzare. Questo vale per gli studenti e vale anche per le donne".

Ovviamente, sottolineano da Intesa Sanpaolo, non si tratta di filantropia, ma di investimenti sulle persone, anche nell'ottica di spezzare dei circoli viziosi e consentire di realizzare i progetti di vita, oltre che di favorire, più in generale, la ripresa economica del Paese. Partendo da quelli che la banca chiama "i primi esclusi" dal normale accesso al credito.

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