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L'allarme Ocse, calo del Pil senza precedenti: giù del 9,8%

Regno Unito il peggiore - 20,4%, in Italia scende del 12,4

 

Milano, 26 ago. (askanews) - Le restrizioni per contenere la pandemia adottate dagli Stati da marzo 2020 hanno provocato un crollo del Pil del 9,8% nei paesi Ocse nel secondo trimestre dell'anno. Un calo senza precedenti. Il nuovo allarme, con stime provvisorie, sugli effetti delle chiusure sull'economia mondiale riguarda i Paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, 37 Stati fra cui Italia, Giappone, Stati Uniti, Spagna, Australia e Regno Unito. Proprio quest'ultimo è uno dei Paesi che ha registrato il calo maggiore - 20,4%, seguito dalla Francia - 13,8.

Ma tutti i principali Stati membri sono in crisi: l'Italia ha perso il 12,4 del Pil, la Germania il 9,7, negli Stati Uniti, dove le misure di contenimento sono state adottate solo a fine marzo, il calo è del 9,5.

Rispetto all'anno precedente il Pil nell'area Ocse è sceso invece del 10,9%.

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