Mercoledì, 3 Marzo 2021

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La danza secondo Claudia Castellucci: facciamo qualcosa di reale

Una conversazione con la coreografa Leone d'Argento a Venezia

Venezia, 29 ott. (askanews) - "La danza fu l'intuizione di creare un movimento profondamente silenzioso". "Mi affidai soltanto alla musica come fonte di ritmo da seguire".

Abbiamo scelto queste due sue citazioni per provare a entrare nel mondo di Claudia Castellucci, coreografa romagnola Leone d'Argento alla Biennale Danza 2020, che ha portato in Arsenale lo spettacolo "Fisica dell'aspra comunione - Ballo della compagnia Mòra", su musiche di Olivier Messiaen.

Rigoroso, con una ricerca della perfetta misura del gesto e dell'idea stessa di ritmo profondo, lo spettacolo sembra rispecchiare con fedeltà la visione delle coreografa, che così ci ha parlato di cosa rappresenta la danza tra le arti.

"E' un'arte - ha detto ad askanews - che, come le altre, ha una parte dedicata alla finzione, ma c'è una parte rilevante legata proprio alla realtà del movimento e questa è la cosa che più mi ha interessato della danza. Quello che si fa danzando è qualcosa di reale".

Inevitabile, vista l'epoca che stiamo vivendo, affrontare con Claudia Castellucci anche il tema di come si può vivere e convivere oggi con una disciplina che ruota completamente intorno al corpo.

"L'arte sorge - ha concluso la coreografa - perché ci sono delle condizioni sfavorevoli, la condizione sfavorevole è proprio il motore che fa sorgere l'arte. Nella vita quotidiana è chiaro che queste giocano un ruolo di grande repressione, dolore e sofferenza, questo è indiscutibile, ma dal punto di vista artistico e rigorosamente parlando, non ci devono spaventare queste condizioni sfavorevoli".

Condizioni che lo spettacolo portato all'Arsenale di Venezia sembrano dominare grazie proprio all'intensità e all'aderenza al luogo e alla musica. E che, in qualche modo, a Biennale Danza conclusa, ci permettono oggi quantomeno di non dimenticare cosa rappresentano gli spettacoli dal vivo.

Si parla di

Video popolari

La danza secondo Claudia Castellucci: facciamo qualcosa di reale

Today è in caricamento