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La fiera d'arte diventa digitale: aperta al pubblico miart 2020

Prima edizione interamente online, annunciato cambio in direzione

 

Milano, 10 set. (askanews) - Gli espositori, le diverse sezioni, le trattative riservate, i percorsi curatoriali. Tutto come in una fiera tradizionale, ma questa volta interamente allestita nella dimensione digitale. Dopo i rinvii e i dubbi seguiti allo scoppio della pandemia globale, miart apre al pubblico la prima edizione interamente digitale. Una piattaforma virtuale sviluppata con Artshell che ospita oltre 130 espositori, italiani e internazionali e che rappresenta un'opportunità che Fiera Milano intende sfruttare anche nel futuro, come elemento da affiancare alla fiera tradizionale che è prevista per la primavera del 2021.

Anche in questa edizione online, miart conferma di voler puntare sul dialogo tra arte moderna, contemporanea, emergente e design da collezione. Alle gallerie è stata dato spazio per presentare al pubblico una selezione di opere in vendita accanto a una serie di contenuti multimediali sulle proprie mostre e sui propri artisti. Con la possibilità di sfruttare una chat istantanea riservata per approfondimenti ed eventuali trattative. I visitatori inoltre potranno accedere a una serie di ulteriori insight della fiera e a percorsi originali suggeriti dal board dei curatori.

A firmare anche questa edizione 2020 di miart è stato Alessandro Rabottini, ma proprio durante i due giorni di preview della fiera è stato annunciato che dal prossimo anno la direzione artistica sarà affidata a Nicola Ricciardi, proveniente dalle OGR di Torino. L'avventura di Rabottini alla guida di miart si chiude dunque dopo quattro anni intensi e con l'apertura di una finestra digitale che rappresenta uno strumento in più per affrontare il futuro della fiera, quest'anno sconvolta a più livelli dalla crisi del Covid, ma già determinata a ripartire.

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