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"La guerra degli ananas della libertà" tra Cina e Taiwan

Il bando di Pechino sull'importazione. Taipei: "Mangiate ananas"

Milano, 24 mar. (askanews) - È stata subito battezzata dai media internazionali come la "Guerra degli ananas della libertà". È quella innescata dal bando imposto il primo marzo da Pechino sull'importazione del frutto da Taiwan. Ufficialmente, la Cina ha imposto il divieto per motivi di sicurezza agroalimentare, per un parassita scovato in alcuni carichi di ananas, ma secondo le autorità taiwanesi sarebbe una strategia per esercitare ulteriori pressioni su Taipei.

Da qui, è scattata la propaganda patriottica per spingere la popolazione al consumo di ananas Made in Taiwan. I produttori sono preoccupati: secondo il ministero dell'Agricoltura taiwanese, nel 2020 Taiwan ha esportato circa 46mila tonnellate di ananas, più del 90 per cento delle quali verso la Cina.

"Coltivo ananas da otto o nove anni, ne produco circa 60 tonnellate all'anno e la maggior parte è esportata in Cina. Siamo dei piccoli agricoltori e guadagnamo quanto basta solo per sopravvivere", ha raccontato il produttore Min Lee-ming.

"Gli agricoltori come noi sono nervosi, hanno paura. Grazie a Dio il governo ha promesso degli aiuti al nostro settore", ha aggiunto Min.

La presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha rivolto un appello per incentivare il consumo di ananas e ha fatto crescere le esportazioni verso altri paesi, come il Giappone.

Nei ristoranti taiwanesi sono cambiati i menu, con una svolta in chiave patriottica che prevede nuovi piatti a base del frutto esotico.

"Abbiamo immaginato venti nuove ricette fra piatti e bevande a base di ananas per sensibilizzare la popolazione ad assaggiare questo delizioso prodotto locale", ha spiegato Molly Chang, responsabile di Leofoo Tourism Group.

"Certamente, faremo tutto il possibile per sostenere qualsiasi campagna in sostegno dei produttori di ananas", ha detto una cliente di un ristorante. Nonostante lo slancio patriottico però anche il tema dell'ananas ha proposto ancora una volta ai tiawanesi interrogativi sull'eccessiva dipendenza economica dalla Cina.

"Sono sempre preoccupato naturalmente. Il mese prossimo sapremo se ho guadagnato abbastanza oppure no. Le iniziative del governo hanno portato a un aumento del prezzo del frutto. Ma il problema è che non abbiamo abbastanza ananas adesso. Siamo tutti molto preoccupati per il mese prossimo", ha concluso Min Lee-ming.

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