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"La libertà di stampa": un libro per interpretare il nostro tempo

Lo firma per il Mulino lo storico e giornalista Pierluigi Allotti

Roma, 1 lug. (askanews) - Un libro per tracciare la storia della libertà di stampa; lo ha scritto Pierluigi Allotti, storico e giornalista, già autore di un volume sulla stampa italiana sotto il fascismo. "La libertà di stampa" edito dal Mulino è dedicato a don Annibale Cappelli, che morì a Roma nel 1587.

"San Salvatore in Lauro è la piazza dove nel novembre del 1587 fu giustiziato don Annibale Cappello, menante, cioé compilatore di avvisi, che aveva scritto delle notizie sgradite al Papa e per questo fu giustiziato in modo atroce, in questo luogo che si trova di fronte a Castel Sant'Angelo.

Forse è la prima vittima... Un protogiornalista. Tutto nasce da lì; il problema della libertà di stampa affonda le radici nella prima età moderna".

Ma il conflitto fra informazione e censura non vive certo solo all'ombra del Papi e il libro di Allotti ce lo racconta in un excursus storico fra Inghilterra, Francia, Stati Uniti fino all'età moderna e contemporanea. E c'è un paese dove la libertà di stampa nasce.

"Direi l'Inghilterra del Seicento perché è dove la censura viene abolita; ci sono Milton e John Locke e tutti i filosofi che hanno ispirato anche i rivoluzionari americani" spiega Allotti. "Il 1695 è l'anno emblematico in cui decade quel sistema molto capillare di censura preventiva; poi nel 1712 il parlamento inglese approvò una legge sulla stampa per introdurre nuove forme di controllo: innalzando il costo dei giornali si rendeva più difficile la diffusione dei giornali più popolari che potevano diffondere idee radicali sgradite al potere. C'è sempre questa tensione fra potere e libertà di stampa".

Una storia complessa, fra industria dell'informazione e libera circolazione delle idee.

"Il senso era cogliere gli snodi, i punti di volta di questa questione che è molto complessa perché si intreccia con l'avvento della televisione e poi l'avvento di internet. Di base, il problema era quello che c'era cinque secoli fa con don Annibale Cappello e nell'Inghilterra del Seicento" continua Allotti. "Da che mondo è mondo l'informazione libera fa paura, soprattutto agli uomini di potere che vogliono nascondere qualcosa di poco chiaro e poco trasparente".

"C'è il motto del Washington Post, "Democracy dies in darkness", sotto la testata, "la democrazia muore nell'oscurità": e il Post ora è di proprietà del magnate di Amazon, Jeff Bezos. E' una questione molto intricata, come ci mostra la storia di tutti i giorni; con questo libro ho cercato anche di dare qualche chiave per interpretare il nostro tempo".

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