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Martedì, 25 Gennaio 2022

La Nato del dopo Afghanistan si riunisce a Riga, focus su Ucraina

Allarme sui Balcani, Stoltenberg: tensioni Belgrado - Pristina

Milano, 1 dic. (askanews) - A tre mesi dalla complessa evacuazione delle truppe dall'Afghanistan gestita dagli USA, i ministri degli esteri della NATO si sono incontrati per discutere anche di lezioni da trarre dalla lunga presenza dell'organizzazione militare nel paese devastato dal conflitto. Ma non soltanto di Afghanistan. Molte le questioni calde sul tavolo e le dichiarazioni che si sovrappongono a quelle che vengono da Riga, Lettonia, che ospita il summit.

Altissima è la questione Ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il Segretario di Stato americano Antony Blinken si incontreranno domani a margine della riunione ministeriale dell'Osce in programma a Stoccolma. E oggi il presidente Vladimir Putin ha chiesto garanzie occidentali che precluderebbero qualsiasi ulteriore espansione della NATO e dispiegamento vicino ai confini della Russia. Frattanto

il presidente ucraino Volodymyr Zelensky propone negoziati diretti con Mosca per porre fine a una guerra di otto anni con i separatisti filo-russi nell'est del suo paese, dicendo che non ha paura di colloqui diretti con il presidente russo Vladimir Putin. La dichiarazione arriva mentre appunto l'Alleanza cerca di contrastare quello che dice essere un accumulo di truppe russe al confine con l'Ucraina.

Le posizioni sono sempre molto distanti. Blinken oggi ha avuto un bilaterale con il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg a margine della riunione a Riga. Ha ribadito l'impegno solenne e fermo degli Stati Uniti nei confronti della NATO e dell'Articolo 5 secondo il quale un attacco armato a una delle nazioni firmatarie, in Europa o nell America Settentrionale, costituirebbe un attacco verso tutte.

Il Segretario di Stato e il Segretario Generale hanno inoltre discusso dell'importanza della continua consultazione e dell'unità dell'Alleanza su questioni quali il sostegno all'Ucraina contro l'aggressione russa, la stesura del nuovo Concetto strategico della NATO e il controllo degli armamenti e le questioni di sicurezza regionale.

Inoltre Stoltenberg ha lanciato l'allarme su un'altra crisi regionale, che ricorda antichi incubi all'Europa:

"Stiamo assistendo a sviluppi preoccupanti. Siamo preoccupati per la retorica che divide, in Bosnia Erzegovina. Rimangono tensioni tra Belgrado e Pristina, le riforme sono in stallo e gli attori stranieri hanno aumentato la loro influenza malevola".

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