Martedì, 2 Marzo 2021

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La pittura e la realtà del temo presente: Oren Eliav da Building

Un incontro con l'artista israeliano e la sua "Mount Zero"

Milano, 6 nov. (askanews) - Una pittura potente, che parte dalla consapevolezza della sua natura di medium espressivo per arrivare a indagare la struttura mobile del tempo, attraverso lo spazio. Incontrare il lavoro del pittore israeliano Oren Eliav nella galleria Building di Milano è un'esperienza forte, densa, calata nel senso di un presente che forse solo l'arte riesce a intercettare in modo profondo.

"Quando ci muoviamo nel tempo - ha spiegato Eliav ad askanews - ci stiamo muovendo anche nello spazio. La galleria Building è uno spazio e lo si attraversa piano dopo piano. Questo è il punto di partenza e visitandoli uno dopo l'altro si percepisce lo scorrere del tempo".

I diversi livelli dell'esposizione scandiscono momenti, luoghi, percorsi che portano a comporre, alla fine, il senso di quel "Mount Zero" che dà il nome alla mostra, come se si trattasse a tutti gli effetti di una ascesa, fisica come fisica e reale è la pittura che incontriamo. E che stimola anche un modo diverso di stare davanti all'opera.

"C'è il tempo della pittura e quello del guardare la pittura - ha aggiunto Eliav -. Ho cercato di metterli insieme, per quanto possibile. Oggi, nella vita del 2020 siamo abituati a scorrere le immagini sullo schermo di un telefono, non prestiamo attenzione, ci limitiamo ad estrarre un'informazione: è un paesaggio, è un amico Quando lavori per molte ore a un dipinto in studio non fai altro che guardare, e quindi non è solo un attimo, si tratta di qualcosa che prosegue nel tempo".

Ovviamente il senso del tempo, sul lungo periodo, non può che essere circolare, inizio e fine si toccano, si rimettono in moto a vicenda, come una grande biologia morale della vita e della sua rappresentazione. Ma in questo monte - verrebbe da dire "analogo" a molti aspetti della nostra esistenza - si trovano anche dei semi di un modo di guardare più profondo e privato.

"Si presta attenzione a ciò che è reale - ha concluso l'artista - e l'unica cosa reale è quella che sta accadendo adesso".

Parole che prendono ulteriormente senso se le caliamo nella realtà attuale, fatta di pandemia e zone rosse. Situazioni che l'arte, talvolta, ci può forse aiutare a guardare con un briciolo di maggiore lucidità.

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