Martedì, 3 Agosto 2021

La Space economy come volano per la ripartenza dell'Italia

Webinar del Sole 24 Ore con i player italiani dell'Aerospazio

Milano, 15 lug. (askanews) - La cosiddetta New Space Economy, cioé lo sfruttamento dello Spazio anche a scopi commerciali, è diventata uno degli elementi trainanti dell'economia italiana.

L'Italia, infatti, è uno dei Paesi leader nel mondo in questo settore; basti pensare che almeno il 50% della Stazione spaziale internazionale è Made in Italy, così come italiani saranno i principali moduli della Stazione cislunare "Lunar Gateway" e della Axiom, la prima Stazione spaziale commerciale al mondo.

Dell'importanza e delle ricadute della Space economy in Italia si è parlato giovedì 15 luglio 2021 nel corso di un evento online organizzato dal Sole 24 ore.

Tra i relatori anche il presidente dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia.

"L'Italia - ha detto Saccoccia - ha come driver, per quello che facciamo e faremo sempre di più in questo settore, un importante livello di maturità. Una maturità che deriva da decenni di investimenti di risorse e crescita a livello di competenza come risultato di un lavoro completo dell'intera filiera che parte dal mondo della formazione, dalla nostra università e si siviluppa in un'industria completa, dai grandi player alle pmi e oggi anche tantissime startup e, ovviamente, il ruolo fondamentale che le istituzioni, il governo e l'Asi giocano nell'amalgamare questo settore".

Spazio non vuol dire solo astronavi e astronauti, vuol dire anche dati satellitari, Intelligenza artificiale, robotica e cyber security, osservazione della Terra per Protezione civile, meteorologia, telecomunicazioni. Un indotto che coinvolge anche tanti investitori privati, in un settore che vanta, in Italia, circa 200 imprese e 7mila addetti. Tra i rappresentanti dei grandi player, sono intervenuti Massimo Comparini, Ad di Thales Alenia Space Italia, Giovanni Soccodato, Chief Strategic Equity Officer di Leonardo e Luigi Pasquali, Ad di Telespazio.

"Stamani - ha spiegato Comparini - abbiamo siglato un contratto importante nel campo dell esplorazione e dell'abitabilità umana nello Spazio, importante al di là di quello di cui parliamo cioé moduli pressurizzati per far operare l uomo in microgravità, come già avvenuto per la Stazione spaziale internazionale ma l importanza è anche legata al fatto che, per la prima volta, l'industria nel suo complesso si pone l'obiettivo di sviluppare una Stazione spaziale commerciale la cui sostenibilità dell'investimento economico è basata sul ritorno dall investimento perché qualcuno, nei prossimi anni, può immaginare di pagare per operare in quel contesto".

"Oggi la digitalizzazione sta diventando sempre più pervasiva nel nostro settore industriale - ha aggiunto Soccodato - per questo, come Leonardo abbiamo creato dei laboratori (i "Leonardo Labs", ndr) lavorando con i territori, i distretti, centri di ricerca e università - dedicati proprio allo sviluppo di nuove tecnologie e applicazioni da rendere disponibili a tutti i comparti in cui operiamo".

"Con i sistemi di osservazione della Terra - ha concluso Pasquali - oggi sempre di più si riesce a rispondere a una serie significativa di sfide che abbiamo a livello sociale. Sono sistemi che oggi, anche grazie ai continui sviluppi tecnologici dei sensori che riusciamo a portare a bordo o delle capacità che questi satelliti possono esprimere nonché delle applicazioni che a terra realizziamo, sono sistemi che sempre di più sono in grado di analizzare situazioni diverse sulla superficie terrestre e quindi dare informazioni e rispondere a delle esigenze specifiche. Sicuramente tocchiamo ambiti come la sicurezza e la gestione delle emergenze".

Insomma lo Spazio è vitale e sarà, sempre di più, una risorsa anche economica e industriale ma, proprio per questo, non può essere una "terra di nessuno" e va regolamentato come ha sottolineato il sottosegretario con delega alle politiche spaziali, Bruno Tabacci.

"Lo Spazio - ha detto - serve per rendere più efficace ed efficiente e più umanizzata la vita sulla Terra. Perché guardando la Terra da sopra, forse si ha una migliore cognizione delle lacune o dei danni che le abbiamo inferto e forse si possono determinare le condizioni per poterla curare in maniera adeguata".

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