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Domenica, 22 Maggio 2022

La storia di Nina, ucraina nata in Russia in fuga da Mykolaiv

"I miei parenti sono preoccupati, non credono a propaganda russa"

Bucarest, 7 apr. (askanews) - "Ogni giorno piango e mi auguro che questa guerra finisca il prima possiile e possiamo tornare in Ucraina". Nina, preferisce non dire il suo cognome, ha 68 anni ed è fuggita il 24 marzo sotto le bombe da Mykolaiv, città nel sud del Paese fra Kherson e Odessa che ha subito pesanti attacchi da parte dei russi.

"Quando sono partita avevano bombardato tutto, ospedali, quartieri, trovavamo i morti perfino in strada", racconta ad askanews dal giardino del centro di accoglienza (gestito da Asociatia Mladita) in Romania, vicino a Bucarest, in cui ora vive col marito invalido dopo un complicato viaggio in treno.

Sulla sua città piovono tuttora bombe a grappolo, recentemente è stato colpito l'ospedale pediatrico, il sindaco ha invitato tutti ad andarsene, lì vive ancora suo figlio che sente appena possibile. "Capisco che fa tanta fatica ad astenersi dal raccontare quello che succede per non farci stare male", dice.

Per lei il dolore è ancora più grande: è nata in Russia, lì ha ancora un fratello e una zia molto preoccupati per lei nonostante la narrazione distorta dei fatti del Cremlino. "Per fortuna i miei parenti credono a quello che dico io e a quello che sentono dall'Ucraina, non credono alle notizie false della propaganda russa", spiega.

La paura per il futuro è tanta, ma la riconoscenza per l'aiuto che sta trovando, ancora di più: "Grazie, grazie" ripete "sono molto riconoscente per tutto l'aiuto, non me lo aspettavo".

Servizio e immagini di Lucilla Nuzzo

Montaggio di Linda Verzani

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