Martedì, 22 Giugno 2021

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La tenacia di una donna nell'emozionante "La vita che verrà"

Dalla regista di "The iron lady", nei cinema dal 25 novembre

Roma, 22 ott. (askanews) - La regista del musical "Mamma mia!" e del film su Margaret Thatcher "The iron lady" torna con un film forte, intenso e commovente, "La vita che verrà - Herself", presentato alla Festa del cinema di Roma e nelle sale italiane dal 25 novembre.

Phyllida Lloyd racconta la storia di una donna irlandese che lotta per ricostruirsi una vita, fuggendo dal marito violento, e ce la fa. Mentre con le sue bambine è costretta a vivere una stanza d'albergo e la burocrazia la osteggia ha un'intuizione: decide di costruire una nuova casa, contando sulla sua caparbietà e su una rete di persone che danno un senso alla parola solidarietà.

L'interprete di Sandra è la straordinaria attrice irlandese Clare Dunne, che è anche cosceneggiatrice del film. Alla domanda se si possa dire che Sandra sia una "iron lady", la regista risponde:

"Lo è, direi indomabile. Non la butta giù niente. Una persona che lavoro in "Women's Aid" con le vittime di abusi domestici mi ha detto: se lei vuole raccontare la storia di una di queste donne non ne faccia una vittima. Perché queste donne sono eroine: hanno il coraggio di restare e il coraggio di andarsene".

Una volta fuori casa Sandra deve vedersela non più con un marito violento ma con una società che non riesce a proteggerla.

"Non so quale sia la situazione in Italia ma in Irlanda e Regno Unito c'è un enorme problema di persone senza casa. Donne che si trovano in situazioni come lei finiscono spesso in ricoveri di emergenza. Negli ultimi dieci anni i servizi sociali sono stati drasticamente ridotti e il supporto per queste donne lo forniscono principalmente le organizzazioni di beneficenza che spesso lavorano in condizioni difficili. E' molto difficile trovare supporto e residenze temporanee per donne che fuggono dalla violenza domestica".

Secondo la regista per queste donne la situazione è diventata ancora più critica con la pandemia, ma il film dà proprio un messaggio di speranza e di incoraggiamento.

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