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Venerdì, 12 Aprile 2024

Lavoro, dalle "great resignation" al job hopping

Talk promosso da società recruitment Oliver James

Roma, 9 feb. (askanews) - Dalle great resignation - le dimissioni di massa che nel 2022 hanno interessato quasi 1,7 milioni di persone in 9 mesi, con un

aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2021 - al job hopping, letteralmente "saltare da un lavoro a un altro" - un fenomeno più diffuso tra i millennial che lo utilizzano per assicurarsi stipendi più alti e un posto di lavoro con un miglior life-work balance. Queste le grandi tendenze che attraversano

oggi il mondo del lavoro e di cui si è discusso durante il talk organizzato dalla società di recruitment specializzata nella ricerca di figure del settore tecnologico Oliver James. L'occasione è stata la pubblicazione di Un bel lavoro, il libro di Alfonso Fuggetta, ceo e direttore scientifico del centro di innovazione Cefriel. A dialogare con l'autore, il general manager di Oliver James, Pietro Novelli.

"Una delle più importanti sfide che dobbiamo affrontare in questo periodo è quella del lavoro - ha detto Alfonso Fuggetta - Nel senso che dobbiamo dare una prospettiva di crescita e sviluppo al Paese, in particolare ai nostri giovani e ai nostri lavoratori. E sicuramente una delle sfide più grandi che dobbiamo affrontare è quella di creare posti di lavoro di qualità, non un lavoro

qualunque ma dei lavori di qualità".

Ma cos'è allora un "bel lavoro"? Non ha dubbi Fuggetta: "Un 'bel lavoro' è un lavoro caratterizzato da significato, da possibilità di imparare e crescere, da una remunerazione e una valutazione che qualifica la persona e la fa crescere, che la fa sviluppare dal punto di vista umano e professionale. E quindi una sfida molto grande, perché vuol dire mettere in gioco sia le capacità delle imprese, delle amministrazioni pubbliche, sia la voglia di imparare, crescere e apprendere sempre più dei singoli, non solo dei giovani ma di tutti i lavoratori del nostro paese".

E in questo contesto cosa cercano oggi i giovani della Gen Z e i

Millennial che si affacciano al mondo del lavoro?

"In maniera sempre più chiara, sempre più evidente, sicuramente i nuovi lavoratori e le nuove lavoratrici cercano un ambiente di lavoro che possa avere un significato, un purpose - ha detto Pietro Novelli - Quindi riconnettere la propria attività giornaliera all'impatto che questa può avere, all'interno di una

struttura organizzativa, nel mondo reale. Quindi le società che hanno come obiettivo soltanto il profitto sono meno attrattive rispetto a società che possono avere un impatto positivo nel mondo e nella società".

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