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Domenica, 3 Marzo 2024

Luna, con Pangaea gli astronauti si addestrano anche in Italia

Un documento Esa per il training dei prossimi esploratori lunari

Milano, 1 feb. (askanews) - Gli astronauti che torneranno sulla Luna, grazie al programma Pangaea dell'Esa si addestrano anche in Italia, sulle Dolomiti. E ora, dopo 5 anni, è stato messo a punto un documento in cui si descrive la ricerca mirata a progettare il migliore addestramento geologico possibile per i prossimi astronauti che cammineranno sul suolo lunare.

Con le missioni Artemis, infatti, l'umanità si prepara a tornare sulla Luna, per restarci e creare una base permanente da cui partire verso Marte e altre possibili mete interplanetarie.

Le astronaute e gli astronauti che torneranno sul satellite naturale della Terra, però, stavolta non saranno solo americani, ma anche europei e, molto probabilmente, italiani.

Questa generazione di futuri esploratori lunari si sta addestrando con il programma dell'Esa, finalizzato a fornire loro le conoscenze geologiche di base per pianificare e portare a termine eventuali spedizioni sulla superficie lunare.

E le location sono particolarmente suggestive ed estreme come, appunto, le Dolomiti italiane, note per gli strati sedimentari incontaminati, e poi il cratere meteoritico di Ries in Germania, l'isola vulcanica di Lanzarote in Spagna e i fiordi norvegesi di Lofoten per conoscere rocce e ambientazioni simili a quelle presenti sulla Luna.

La somiglianza di questi luoghi con la struttura geologica lunare e marziana rende, infatti, l'addestramento più realistico.

Non si tratta di un training per una missione specifica ma l'attività, integrata dalle esperienze derivate dalle vere missioni lunari "Apollo", è via via più complessa e mette i partecipanti di fronte a sfide reali in ambienti estremi nei quali sono chiamati a collaborare tra loro e a prendere decisioni in maniera autonoma, senza il supporto di un team scientifico da remoto. Proprio come potrebbe accadere un domani sulla Luna.

Dal 2017, inoltre, si sta sviluppando anche l'Electronic Field Book, un sistema per registrare, classificare e fornire informazioni raccolte sul campo, comprese immagini, dati provenienti da strumenti di analisi, mappe 3D e note audio. Uno strumento esclusivo che ha reso la raccolta di campioni molto più efficiente.

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