Lunedì, 8 Marzo 2021

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Mafia, arrestato il boss trapanese Giuseppe Costa

Costruì cella in cui fu imprigionato piccolo Giuseppe Di Matteo

Palermo, 18 dic. (askanews) - Il boss trapanese Giuseppe Costa è stato arrestato dai carabinieri di Trapani e dal personale della Dia, con l'accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto affiliato a Cosa Nostra.

Alle prime luci dell'alba del 18 dicembre 2020, i militari hanno perquisito anche l'abitazione di Costa, a Purgatorio di Custonaci (Tp), dove l'uomo aveva realizzato in muratura la "cella" in cui era stato segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio 12enne del collaboratore di giustizia Mario Santo Di Matteo che poi fu ucciso e sciolto nell'acido.

L'uomo, durante la lunga detenzione (dal 1997 al febbraio 2007) ha ricevuto il sostegno economico del clan mafioso senza mai collaborare con gli inquirenti. Subito dopo la scarcerazione, ha rinsaldato le sue relazioni con i vertici dei mandamenti di Trapani e Mazara del Vallo per l'aggiudicazione di appalti, le speculazioni immobiliari, risoluzione di dissidi tra privati, l'attività intimidatoria, il riparto di proventi di denaro ricavati da attività illecite, nonché ha partecipato alla mobilitazione mafiosa per le elezioni regionali dell'autunno del 2017 e assunto il ruolo di controllore e tutore degli interessi di Cosa Nostra su un impianto di calcestruzzi della provincia trapanese.

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