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Mafia, estorsioni e droga a Messina: 33 misure cautelari

Nella maxi operazione è emerso anche un caso di voto di scambio

Messina, 9 apr. (askanews) - Trentatrè misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi e associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il tutto con l'aggravante del metodo mafioso. E' il bilancio della maxi operazione antimafia condotta su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

Nel mirino degli investigatori dei carabinieri è finito in particolare il gruppo egemone nel rione messinese di "Provinciale" capeggiato dal noto esponente mafioso Giovanni Lo Duca. Le indagini della Guardia di Finanza hanno invece riguardato le attività del gruppo criminale capeggiato da Salvatore Sparacio nel rione "Fondo Pugliatti.

Dalle indagini è emerso anche un caso di voto di scambio: "Una somma di 10 mila euro è stata pagata in cambio di un pacchetto di 350 voti. Secondo la ricostruzione dei finanzieri, alle elezioni comunali del 2018 era proprio il boss Salvatore Sparacio "il punto di riferimento" del politico locale Natalino Summa, finito ai domiciliari.

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