Martedì, 13 Aprile 2021

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Maltempo Milano, la cronaca di chi convive con esondazioni Seveso

I video pubblicati sui social degli abitanti della zona Nord

Milano, 24 lug. (askanews) - La chiamano bomba d'acqua. In un'ora ha riversato sulla città la pioggia che in media cade in un mese. Così per gli abitanti della zona nord di Milano quello di questa mattina è stato l'ennesimo risveglio col seveso che scorreva impetuoso sotto i propri balconi, le cantine allagate e le auto impantanate.

Il fiume in venti minuti, dalle 6.40 in poi, in via Valfurva è passato da 40 cm a 2,70 metri: impossibile contenerlo. Ed ecco allora quello che è successo raccontato in presa diretta da chi vive in quelle zone.

Nelle immagini che vedete, pubblicate dai membri della social street Noi di viale Zara, i tombini in via Valfurva si sono trasformati i geyser, l'acqua ha reso inagibili i dehors dei bar allestiti dopo l'emergenza covid, all'incrocio di piazzale Istria l'acqua arrivava alle ginocchia dei passanti costretti a togliersi le scarpe per attraversarlo.

Chi è uscito in macchina, come testimonia questo video si è trovato a guadare letteralmente viale Fulvio Testi, un tentativo spesso vano, che ha costretto in molti casi i vigili del fuoco a intervenire.

Senza contare i black out provocati dagli allagamenti in molti stabili: qui, nonostante l'intervento delle squadre di pronto intervento, per ripristinare la corrente spesso ci vogliono molte ore perché le cabine elettriche devono essere prima accuratamente asciugate. Un disagio enorme soprattutto per chi, come denuncia un membro del gruppo su Facebook, è costretto a vivere attaccato a un respiratore per la ventilazione assistita.

L'esondazione di oggi arriva a circa due mesi di distanza dall'ultima, quella del 15 maggior e pochi giorni dopo la ripresa dei lavori per la vasca di contenimento del seveso nel Parco Nord. Ma tra chi vive o lavora in queste zone, anche da 40 anni, non c'è molta fiducia in una soluzione del problema e si attrezza come può per cercare di contenere i danni.

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