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Sabato, 21 Maggio 2022

Maraini: Io e Pasolini al Quirino; come lo odiavano negli anni 70

La scrittrice ricorda il poeta in un incontro a Roma

Roma, 2 mar. (askanews) - Pasolini oggi tocca la sensibilità di tanti perché aveva vissuto le sue idee con il corpo, e per questo fu fisicamente messo a tacere; ma negli anni Settanta era odiato e isolato, dice la scrittrice Dacia Maraini all'incontro "Roma racconta Pasolini" accanto all'assessore alla cultura del Comune di Roma, Miguel Gotor. Incontro dedicato al poeta, regista, scrittore ucciso brutalmente nel novembre del 1975 ad appena 53 anni, alla periferia di Ostia, dopo una serata in compagnia del giovane Pino Pelosi, unico condannato.

"Io mi sono chiesta perché Pasolini tocca così tanto l'immaginazione e la sensibilità delle persone, perché non c'è dubbio che la sua popolarità è immensa e cresce. Mi ricordo ancora negli anni Settanta quanto invece Pasolini fosse odiato" ha detto Maraini che poi ha ricordato un aneddoto.

"Veramente c'era un atteggiamento di sospetto, di allontanamento. Una sera ero con lui al Teatro Quirino. Durante l'intervallo siamo andati a prendere un caffé, come si fa di solito. Appena siamo entrati nel caffé del Quirino, è una cosa che mi è rimasta impressa nella mente come qualcosa di incredibile, e c'era folla: appena arrivati la folla si è dispersa come se avessero visto un appestato. Ed era una folla borghese che andava a teatro non una folla minacciosa di giovani arrabbiati" prosegue Maraini.

"Questo mi ha fatto capire tante cose del sospetto che si era creato nel paese, e di una volontà quasi inconsapevole di isolarlo. Uno dei processi più comuni quando si vuol togliere la parola a una persona è di isolarla, poi di denigrarla, poi di attaccarla. E' successo con Falcone: isolato, denigrato, e poi lo hanno ucciso. La stessa cosa è successa a Pasolini. Allora torno alla domanda: perché oggi tocca tanto? Secondo me perché è una delle rare persone che ha vissuto le sue idee col corpo. Tanto è vero che per farlo tacere hanno dovuto distruggere il suo corpo, massacrarlo. Non succede spesso ma nella storia ci sono altri esempio, Giordano Bruno tanto per dirne uno. Giovanna D'Arco. Personaggi che hanno vissuto col corpo le loro idee e hanno pagato, carissimo" ha concluso la scrittrice.

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