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Mattarella: la libertà non è il diritto di far ammalare gli altri

In Ue non facile trovare posizione concorde "ma ci si è riusciti"

 

Milano, 31 lug. (askanews) - La libertà è un valore fondamentale in una democrazia, ma non può essere confusa con il "diritto di far ammalare gli altri". Così il capo dello Stato Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio che ha anche ricordato "esattamente quattro mesi fa sono morti in un solo giorno oltre 800 concittadini". Il presidente della Repubblica ha dedicato un lungo passaggio del suo discorso all epidemia di Coronavirus, avvertendo che non si deve "abbassare la guardia" anche per "rispetto di chi è morto" e poi ha aggiunto che "non vi sono valori che si collochino al centro della democrazia come la libertà" ma bisogna "evitare di confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri. Imparare a convivere con il virus non vuol dire comportarsi come se il virus non ci fosse più".

"E desidero ringraziare anche tutti quei Paesi che hanno dimostrato vicinanza e amicizia all'Italia, così come l'Italia ha fatto in egual misura nei confronti di tanti Paesi che avevano bisogno di aiuto".

Il Covid 19, ha sottolineato, è una sfida che a quanto risulta nessuno può affrontare da solo. Nessuno si salva da solo.

"La convinzione che uniti si è più forti. Credo che soprattutto questo sia stato il presupposto fondamentale che ha consentito un radicale, per qualche aspetto inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale, nell'Unione Europea di fronte alla crisi".

Sottolineando che non è facile trovare una posizione concorde, ma ci si è riusciti nell'ambito dell'Ue. E sempre in quest'ambito è importante guardare al futuro:

"Fuori da veti o da grette difese di corto respiro e ambizione".

Secondo il presidente noi italiani siamo chiamati a fare la nostra parte e a utilizzare le risorse nell'ambito di un programma tempestivo, concreto e efficace. Di rilancio e innovazione, per fronteggiare le conseguenze della pandemia e tornare a crescere.

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