Lunedì, 30 Novembre 2020

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Muti bacchetta Conte: grave chiudere sale concerto e teatri

Al Corsera: è nutrimento spirituale, così società si abbruttisce

Roma, 26 ott. (askanews) - In una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, Riccardo Muti rivolge un "appello accorato" al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo la chiusura tramite dpcm (del 24 ottobre 2020) di sale da concerto e teatri. Il celebre direttore d'orchestra va subito al punto:

"É decisione grave. L'impoverimento di mente e spirito è pericoloso".

Muti dice di comprendere "la difficile responsabilità" di Conte "in questo lungo e tragico periodo per il nostro Paese", e la necessità di salvaguardare la salute, ma "l'impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo".

Ciò che ha fatto irritare fortemente l'artista noto in tutto il mondo è stato sentire "alcuni rappresentanti del governo", definire "superflua" l'attività teatrale e musicale, affermazioni che sono "espressione di ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità".

La decisione di chiudere teatri e sale da concerto "non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di Artisti e Lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi - sottolinea Muti - si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita".

Muti ha così chiesto "di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce".

Tanto più, ha voluto precisare Muti, che "i teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate".

Già a maggio il celebre direttore d'orchestra aveva aderito alla petizione "Lo spettacolo dal vivo deve ripartire" sulla piattaforma change.org, assieme ad altri grandissimi artisti italiani, tra cui Cecilia Bartoli, Carla Fracci, Emma Dante, Maurizio Pollini, Salvatore Accardo, Daniele Gatti e Antonio Pappano, solo per citarne alcuni.

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