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Martedì, 17 Maggio 2022

Myanmar, un anno dal colpo di stato militare: "Qui è un inferno"

Le organizzazioni umanitarie denunciano torture e uccisioni

Yangon, 28 gen. (askanews) - In Myanmar, a un anno dalla presa del potere da parte dell'esercito birmano con un colpo di Stato, il primo febbraio 2021, gli scontri e le violenze contro i civili, compresi i bambini, aumentano, denunciano Save the Children e altre organizzazioni umanitarie. Centinaia le persone uccise e migliaia quelle arrestate nella repressione in corso, sostengono gruppi per i diritti umani che accusano le truppe della giunta di torture e uccisioni extragiudiziali.

"Da quando c'è stato il colpo di stato, i nostri obiettivi e i nostri sogni sono spariti e siamo solo preoccupati di come possiamo continuare a lottare nella nostra vita quotidiana sotto questa dittatura militare. Questo anno dopo il colpo di stato è stato assolutamente un inferno per me", dice un residente di Yangon.

I più giovani si sentono privati di ogni diritto. "I giovani in Myanmar hanno sperimentato il gusto della libertà e della tecnologia negli ultimi anni, vogliamo solo seguire questa strada, non vogliamo saltare di nuovo in un buco nero", spiega una ragazza di Yangon.

La crisi ha devastato l'economia, svuotato scuole e ospedali in tutto il Paese, migliaia sono fuggiti nella vicina Thailandia e in India anche a causa dei combattimenti. Secondo dati recenti delle Nazioni Unite il 37% degli oltre 405mila sfollati dell'ultimo anno sono minori, esposti a fame, rischi e malattie. E solo nelle ultime due settimane secondo Save the Children, diversi minori sono stati uccisi in bombardamenti e raid.

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