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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Nel 2019 boom di surgelati, consumo pro-capite supera 14 kg anno

Gagliardi (IIAS): con Covid bene 'porta a porta', male fuori casa

Roma, 18 giu. (askanews) - E' stato un boom di surgelati sulle tavole degli italiani nel 2019. Per la prima volta in Italia il consumo pro-capite di cibo 'sotto zero' ha superato i 14 kg. La conferma arriva dal "Rapporto annuale sui consumi dei prodotti surgelati in Italia" dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati, appena pubblicato.

Il presidente IIAS, Vittorio Gagliardi, spiega:

"Il comparto alimentare nel suo globale ha avuto una leggera crescita molto interessante dello 0,4% invece il comparto surgelato avuto una vera e propria esplosione aumentando dell'1,3% nel suo globale, differenziando la parte del canale retail dal canale fuori casa: il primo è aumentato dell 1,5%, un magnifico dato che fa capire come oramai il consumo di surgelati sia entrato nelle case degli italiani, mentre il fuori casa è aumentato di circa 1,1%, e la dice lunga sul fatto che il surgelato non è più un prodotto emergenziale, ma ormai fa parte della routine della cucina italiana".

A fronte di una crescita dei volumi, anche il valore di mercato del settore ha segnato un incremento passando dai 4,3-4,6 miliardi di euro del 2018 ai 4,4-4,7 miliardi di euro del 2019.

Il 2020 era iniziato confermando il trend positivo del settore dei surgelati, ma l'emergenza legata alla pandemia da Covid -19 ha cambiato le abitudini alimentari degli italiani e anche il settore dei surgelati è stato interessato: "Il cittadino è stato costretto a creare degli stock, delle dispense casalinghe di prodotti e ovviamente per fare questa ha scelto prodotti che hanno una scadenza lunghissima come i surgelati oltre ad avere delle qualità nutrizionale che vengono ormai riconosciute a tutti i surgelati" spiega ancora Gagliardi.

Nel primo quadrimestre 2020, le vendite complessive di surgelati nel canale retail hanno segnato un +13,5% con performance particolarmente positive nel segmento dell'ittico (+16,5%), degli snack salati (+21,5%), delle pizze (+12,5%) e delle patate (+12%). Anche il segmento del 'porta a porta' ha segnato nello stesso periodo un aumento significativo (fino a un +40% a marzo, rispetto al 2019).

Male invece l'intero comparto della ristorazione commerciale e della ristorazione collettiva: "Il fuori casa ha avuto una situazione drammatica; si ipotizza che si possa chiudere l'anno del fuori casa con meno 600 milioni di euro di mancato fatturato. Ci stiamo riprendendo, stiamo riaprendo i ristoranti e si sta riavviando la ristorazione collettiva. I surgelati giocheranno un ruolo importantissimo per la gestione degli stock, per la sicurezza alimentare, per la riduzione dei costi e per la disponibilità" spiega ancora Gagliardi.

Grazie a un recente accordo tra l'Unione Italiana Food, con il coinvolgimento del ministero della Salute, del Mise e dell'Ambasciata italiana a Washington. alcune aziende italiane potranno esportare negli Usa carne suina surgelata tra gli ingredienti degli alimenti. L'intesa favorirà l'ingresso negli Stati Uniti della popolarissima Pepperoni Pizza con salame piccante, "made in Italy", con ricadute economiche significative per l'intero nostro settore.

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