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Giovedì, 1 Giugno 2023

Nell'Ucraina occupata: "Così ci impongono il passaporto russo"

Chi vive nella zone controllate da Mosca denuncia: "Ci minacciano"

Zaporizhzhia (Ucraina), 26 mag. (askanews) - Passaporti russi imposti agli ucraini nelle aree occupate, con minacce e per necessità. Sono tante le storie di cittadini come Victoria, fermata per strada a Zaporizhzhia e spinta a procurarsi un documento russo, pena l'essere espulsa o non poter vivere la sua quotidianità.

"Anche il mio certificato di nascita dice che sono una cittadina ucraina - racconta la donna di 43 anni - nata nel 1980, in Unione Sovietica, ma sono ancora una cittadina ucraina. Le persone hanno vissuto più di 30 anni in Ucraina, l'Ucraina le ha nutrite, ha dato ai loro figli istruzione e lavoro". "Se non fosse stato per il bisogno di ottenere l'auto e la casa, non avrei mai voluto il passaporto russo", aggiunge.

Mosca ha imposto i suoi passaporti nel tentativo di giustificare l'occupazione e di rafforzare il suo controllo, ma, secondo molti esperti, anche per minare l'identità ucraina.

"Non abbiamo bisogno di sapere quanti passaporti russi sono stati rilasciati con la forza - dice Mykhailo Fomenko, avvocato del gruppo di aiuto Donbass Sos - sappiamo che la maggior parte di queste persone ha ottenuto questi passaporti sotto l'influenza di minacce e violenze, azioni comunque illegali da parte degli occupanti".

Dall'inizio dell'offensiva russa è partita la corsa ai passaporti. Molti residenti spiegano che bisogni di routine, come ricevere sussidi governativi, trovare o mantenere un lavoro e richiedere cure mediche, richiedono ormai documenti rilasciati in Russia. Ad aprile Putin ha firmato anche un decreto in base al quale gli ucraini delle aree occupate possono essere espulsi se non ottengono un passaporto russo entro il primo luglio 2024.

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