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Nuova protesta no Tav, bruciato cancello del cantiere a Chiomonte

Incendio doloso. Militanti: fitta rete di telecamere e microfoni

Roma, 20 lug. (askanews) - Dopo gli scontri dei giorni scorsi con le forze dell'ordine, ancora proteste dei no Tav contro il cantiere in Val di Susa. Nella notte un piccolo gruppo è entrato in azione nella zona dei Mulini occupati, sul ponte del torrente Clarea, come mostrano le immagini diffuse dalla polizia, cercando di dare fuoco al cancello messo a protezione dell'area in cui si sta realizzando un tratto della Torino-Lione a Chiomonte.

La Digos di Torino ha identificato cinque militanti del centro sociale Askatasuna che verranno denunciati per incendio doloso, violazione di un provvedimento dell'autorità e sanzionati per violazione delle leggi regionali sui fuochi appiccati in aree boschive.

Dal canto loro i no Tav sui social festeggiano: "Continuano in grande stile i festeggiamenti per il primo mese del Presidio permanente dei Mulini. Battitura e falò sui cancelli dell'allargamento! No Tav fino alla vittoria" hanno scritto, denunciando anche che "mentre mancavano i respiratori negli ospedali (in pieno allarme Covid ndr), la questura di Torino e la Digos hanno pagato un'azienda esterna (la Area SPA) per l'installazione di diversi pozzetti con ricetrasmittenti wireless, mobile, telecamere e microfoni nascoste tra i sassi dei muretti e alimentate da batterie di camion e automobili" per spiare gli attivisti.

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