Giovedì, 21 Ottobre 2021

Obesità, l'impatto della pandemia a congresso Sicob

"Consapevolezza più diffusa su questa patologia"

Firenze, 14 ott. (askanews) - L'impatto della pandemia sulle persone affette da obesità è uno dei temi principali emersi dal ventinovesimo congresso della Sicob, la Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità, al Tuscany Hall di Firenze. Non c'è dubbio che il lockdown abbia comportato un peggioramento generale delle abitudini degli italiani, sottoposti in molti casi ad una vita più sedentaria e alla classica disfunzione alimentare. Ed è ormai assodato che i pazienti con obesità e diabete corrono i rischi più alti di morire se contraggono il Covid-19.

Marco Antonio Zappa, Direttore UOC di Chirurgia Generale ASST Fatebenefratelli-Sacco Milano:

"Ci sono state delle manifestazioni cliniche nettamente più severe per quanto riguarda la grande obesità e poi abbiamo avuto un netto aumento dei ricoveri ospedalieri e soprattutto della durata di questi ricoveri. La terapia intensiva appare chiaro come sia stata nettamente intasata dei pazienti soprattutto obesi e poi quelli che andavano in terapia intensiva necessitavano di una ventilazione meccanica invasiva nettamente superiori cioè tutti i pazienti obesi che andavano in terapia intensiva erano tutti sottoposti a ventilazione meccanica".

Se non altro, come per molti altri aspetti legati alla salute, la pandemia ha portato ad una riflessione e ad una consapevolezza maggiori proprio sull'obesità: "Sottolineo un dato e credo sia fondamentale. Cosa ci ha dato il Covid in più ? ci ha dato forse una cosa: che per la prima volta forse in questo Paese è stata considerata l'obesità come una vera malattia, perché fra le priorità dei vaccini sono stati immessi gli obesi con bmi superiore a 35 esattamente come i tumorali. E' ora di finirla di pensare che l'obesità sia solo una malattia estetica".

In un tale contesto, acquista grande rilievo la campagna di sensibilizzazione 'La Mia Salute Non Può Aspettare' , lanciata da Johnson & Johnson Medical Italia, e alla quale hanno aderito anche l'Associazione pazienti obesi italiani. Iris Zani, Associazione pazienti obesi italiani Onlus: "È ben chiaro che soprattutto per la nostra patologia non si potesse perdere tempo. Il medico vi ho già spiegato quanto fosse grave la situazione proprio per l'obesità soprattutto di alto livello e bisognava assolutamente interagire prima possibile, portarsi avanti e fare presente che l'obesità andava seguita a livello prioritario come altre patologie molto importanti".

Tra gli effetti della pandemia anche il rinvio di centinaia di migliaia di interventi chirurgici. E' più che mai il momento di implementare nuovi sistemi di Digital Health. Alessandra Polo, General manager Ethicon: "Crediamo in un ospedale che non sia più soltanto un ospedale fisico ma che possa essere integrato con il territorio e con strumenti virtuali a supporto del paziente in tutto il suo percorso di cura a partire dal momento in cui viene presa in carico nel momento stesso in cui devi accedere all'ospedale poi in tutte le fasi di follow up della sua patologia. E per far questo crediamo di potere potere offrire una delle soluzioni che consentono di creare quello che è un ecosistema digitale e quindi attraverso la proposizione di prodotti, servizi, soluzioni mettere tutti gli attori in possibilità di seguire è in modo adeguato il paziente in tutte le sue fasi di cura".

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