Mercoledì, 24 Febbraio 2021

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Open Fiber a fianco di Salvamamme: aiuto a neonati in difficoltà

La solidarietà dei dipendenti del gruppo per la no profit

Roma, 23 ott. (askanews) - Un aiuto concreto, 'in punta di piedi', per quelle famiglie messe in difficoltà durante questa emergenza sanitaria in uno dei momenti più belli della vita: la nascita di un bimbo, quando chiedere può essere molto difficile. Su queste basi è iniziata la collaborazione tra Open Fiber e la no profit "Salvamamme" che con il sostegno del gruppo di tlc, guidato da Elisabetta Ripa, ha già potuto aiutare 105 neonati fornendo loro dai pannolini, agli omogeneizzati fino a un seggiolino per la macchina. E altri 50 bimbi saranno presto inseriti nel progetto molto apprezzato da Maria Grazia Passeri, presidente di Salvamamme, associazione romana che opera su tutto il territorio laziale con i suoi 50 volontari.

"Abbiamo scelto per Open Fiber i bimbi piccoli, quelli nati intorno al lockdown o che stanno nascendo adesso e che sono i più bisognosi di cure e di attenzioni ed è stato un bell'incontro, semplice, niente di formale. Sono stati veramente adatti a noi, alla nostra delicatezza, a questo popolo fragile, sofferente ma dignitoso", ha spiegato.

Il sostegno a Salvamamme è il frutto della solidarietà dei dipendenti di Open Fiber che hanno scelto spontaneamente la no profit come spiega l'amministratrice delegata, Elisabetta Ripa: "L'iniziativa è stata dei nostri colleghi, quindi noi l'abbiamo solo raccolta e veicolata - ha raccontato - e ci è piaciuto moltissimo perchè nasceva spontaneamentedal desiderio di voler donare e partecipare e fare cose utili in un momento in cui ci sembrava di non poter essere più di tanto partecipi a quello che stava succedendo. Una scelta che va nel solco di quello che pensiamo sia giusto in Open fiber, chiedere cosa vogliono fare, come vogliono organizzare e come vogliono distribuire le loro iniziative di solidarietà. È nata attraverso una raccolta di preferenze e Salvamamme non poteva che rappresentare la prima scelta ovviamente".

Piccoli gesti che in un momento difficile come quello della pandemia possono rappresentare molto per le famiglie in difficoltà che si rivolgono a enti o parrocchie per chiedere aiuto come evidenzia la presidente Maria Grazia Passeri: "Sostanzialmente arrivano centinaia di mail protocollate da Asl, ospedali, municipi e chiese, arrivano segnalando il bisogno di una famiglia ben conosciuta e noi a quel punto cerchiamo di rispondere ai bisogni concreti contattandoli personalmente. Rispondiamo, se la famiglia è veramente nei guai, sempre sì perchè per alcune persone chiedere è devastante specialmente per chi ha avuto una vita corrispondente a una media situazione e non è abituato a chiedere".

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