Giovedì, 15 Aprile 2021

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Palermo, 8 arresti nel mandamento mafioso Misilmeri-Belmonte

I boss pianificavano una lista civica per le amministrative

Roma, 27 mag. (askanews) - I carabinieri di Palermo hanno arrestato 8 persone (6 in carcere e 2 ai domiciliari), ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale.

L'operazione è l'ulteriore fase di un'indagine articolata condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno. Due le figure a capo del clan: Salvatore Sciarabba, storico uomo d'onore misilmerese, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Palermo, e Filippo Bisconti, divenuto poi collaboratore di giustizia, dopo l'arresto.

A maggio 2017 sono state documentati importanti summit, presieduti da Sciarabba a casa di un imbianchino, incensurato, anche lui ora indagato. In particolare, in una riunione si valutava l'opportunità di infiltrarsi all'interno dell'amministrazione comunale di Misilmeri sostenendo una persona di fiducia in una lista civica, slegata dalle logiche di partito e costituita da persone appositamente selezionate per indirizzare le scelte a favore della famiglia mafiosa.

Una proposta da ridiscutere e perfezionare per le comunali del 2020 ma fermata dall'operazione Cupola 2.0 di dicembre 2018 che colpì il mandamento.

L'indagine ha consentito anche di ricostruire una richiesta d'estorsione di 12.000 euro ai danni di una ditta edile, impegnata nei lavori di costruzione di una palazzina a Misilmeri; e nei confronti di un imprenditore legato al mandamento mafioso di San Mauro Castelverde che, per riottenere un camion e un escatore che gli erano stati rubati, attraverso le intermediazioni di diversi esponenti mafiosi ha dovuro pagare 2.800 euro.

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