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Martedì, 24 Maggio 2022

Pasolini, l'amico Silvio Parrello ne custodisce la memoria a Roma

Nel suo studio a Monteverde denuncia i troppi misteri sulla morte

Roma, 5 mar. (askanews) - Il 5 marzo ricorre il centesimo anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini e Silvio Parrello, suo amico d'infanzia, poeta e pittore, ne conserva in parte l'eredità nel suo piccolo studio artistico a Roma, nel quartiere Monteverde.

Tra libri, foto e ritagli di giornale, Parrello, di cui Pasolini scrisse anche nel libro "Ragazzi di Vita" con il soprannome di "Er pecetto", da anni divulga la memoria del grande poeta, scrittore, regista, intellettuale, e continua a denunciare i misteri attorno alla sua morte, il 2 novembre 1975. "Ho incontrato Pasolini per la prima volta qui al campetto di calcio, perché lui veniva sempre qui a giocare a calcio quando aveva del tempo libero, abitava a 300 metri da casa nostra, in via Fonteiana 86.

Lui è importante non solo per la cultura italiana ma per tutta la cultura mondiale, lui ha anticipato gli eventi di mezzo secolo. La vita che noi stiamo vivendo adesso lui già ne aveva scritto ripetutamente. Aveva scritto e riscritto...".

Pasolini aveva solo 53 anni quando venne trovato morto su una spiaggia di Ostia, brutalmente ucciso. "Il delitto Pasolini è un delitto di Stato perché lui era arrivato ai nomi dei mandanti delle stragi e dell'attentato a Enrico Mattei".

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