rotate-mobile
Venerdì, 28 Gennaio 2022

Passeggiare a Venezia, sette giorni di storie e racconti

Un libro e la flanerie di Gianmaria Donà dalle Rose

Venezia, 14 dic. (askanews) - Venezia è uno stato d'animo, lo sappiamo. Ed è anche una città il cui mistero, che è la sua vera identità, si può avvicinare - ma, per fortuna, mai raggiungere - soprattutto attraversandola a piedi, lasciandola scorrere accanto a noi. In un certo senso questa operazione viene fatta anche dal libro "Sette giorni a Venezia" di Gianmaria Donà dalle Rose, che è a tutti gli effetti una collezione di passeggiate veneziane, edita da Settecolori.

"Baudelaire - ha detto ad askanews - ha inventato il termine flaneur, che vuol dire fondamentalmente un gentiluomo che bighellona per la città guardando le cose belle. Questo è lo spirito che vorrei che il lettore avesse e si portasse con sé nelle passeggiate veneziane".

Veneziano e con dei dogi tra i propri antenati, ma cresciuto a Milano, Donà dalle Rose guida il lettore tra i sestieri e con brio, senza mai smettere di camminare, e trova storie, aneddoti, personaggi.

"Venezia - ha aggiunto l'autore - è fatta di tanti luoghi del cuore, che vanno messi insieme secondo la propria fantasia e il proprio spirito. Luoghi del cuore sono per esempio l'isola di San Francesco del Deserto, posto meraviglioso e incantato; il ghetto, dove ricordiamo William Shakespeare; o ancora il Lido, che ci rimanda a Thomas Mann, ma anche Hugo Pratt piuttosto che Byron".

A emergere, in fondo, è l'amore per la città, per la sua inafferrabile immanenza trascendente, per il modo in cui Venezia pensa se stessa, nell'atto di porsi di fronte a noi come qualcosa che non è il parco a tema del turismo globale, ma qualcosa di molto più profondo, complesso e affascinante. E soprattutto carico di storia e storie, come quella che ha per protagonista niente meno che Josef Stalin.

"Una delle storie - ci ha raccontato Donà - ci parla di un giovane Stalin che stava sull'isola di San Lazzaro degli Armeni e faceva il campanaro. Alcuni dubitano, ma pare proprio che fosse così".

E se è possibile che a suonare le campane fosse proprio il dittatore sovietico, allora è anche possibile che, pagina dopo pagina, a comporsi sia un'immagine ancora nuova di Venezia, l'immagine che, in qualche modo, possa portarci a vedere il futuro della città lagunare.

"Dev'essere una capitale culturale, viva e ripopolata - ha concluso Gianmaria Donà dalle Rose - . Questa è la cosa importante, come lo era ai tempi di questi grandi del passato che vi hanno vissuto fino a diventare veneziani. Se pensiamo solo all'Ottocento, Venezia aveva circa 200mila abitanti. Oggi ne ha 50mila".

Le passeggiate, quando si chiude il libro, si concludono. E a quel punto si apre lo spazio della presenza, della scoperta di Venezia come luogo personale, come mitologia collettiva che esiste realmente solo nella dimensione privata.

Si parla di

Video popolari

Passeggiare a Venezia, sette giorni di storie e racconti

Today è in caricamento