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Paura e pochi clienti, ripartenza lenta per i ristoranti di Roma

In centro mancano i turisti, "pieni" i ristoranti di quartiere

 

Roma, 22 mag. (askanews) - Assenza di turisti, tanti lavoratori ancora in smart-working e per una buona parte dei consumatori un po' di paura di tornare al ristorante. I locali del centro di Roma che dal 18 maggio hanno riaperto con tutte le misure di sicurezza previste dalla Regione, fanno i conti con un ridotto numero di clienti e una lenta ripartenza. Nello storico ristorante Le Grotte, solitamente frequentato da Renato Zero o da noti volti politici, il titolare Francesco Caprioli, si è messo a servire ai tavoli, pur di contenere una parte dei costi della riapertura:

"Abbiamo riaperto il 18, eh insomma, mica tanto bene, manca la gente, non solo i turisti, anche l italiano, forse hanno ancora paura. Però ci stiamo provando per forza ", dice il titolare.

E poi c'è chi di riaprire ancora non se la sente, come il ristorante Sant Andrea, a pochi passi da Piazza di Spagna. Abbiamo incontrato il titolare Gianluca Contini, che è anche tra i promotori del gruppo Facebook La voce dei locali di Roma, la mattina in cui la banca gli ha finalmente concesso il prestito garantito dallo Stato di 25.000 euro:

"Quale imprenditore non vuole ripartire? Qui parliamoci chiaramente, non siamo chiusi perché non vogliamo lavorare, non sono scioperi o altro. Cerchiamo di salvare il salvabile. Stiamo chiusi per cercare di salvarci e poter riaprire più avanti".

Più avanti potrebbe essere il 3 giugno, quando riapriranno le frontiere.

"Io sono 39 anni che lavoro in questo locale e non mi ricordo un periodo di riposo così lungo, tra virgolette di riposo".

Chi sembra invece funzionare sono le realtà di quartiere, come a Trastevere dove all'ora di pranzo si vedono i tavoli pieni e la vita sembra essere tornata quella di una volta, nonostante i tavoli distanziati e l'obbligo delle mascherine.

Il ristorante Nina Dispensa e Cucina (ex Mithos), nel cuore dell'Appio Latino, registra quasi il pienone la sera per l'ora dell'aperitivo, una formula sfiziosa, ma economica di apericena. La proprietaria Valentina Bellomo:

"Lavorare un pochino si lavora, perché tanti amici ti vengono a trovare, anche per sostenerti e questa è una cosa bella, tipica proprio del quartiere, la socialità che fai comunemente", racconta.

"Secondo me c è tanta, tanta paura e qualche cliente e amico ha il coraggio di dirlo, ti salutano a distanza e dicono 'Vale, poi veniamo eh, vediamo se non si rialzano i contagi'. Secondo me stiamo tutti un po' aspettando questo 3 giugno", afferma.

"Siamo tornati a una proposta molto, molto semplice e paradossalmente molto più economica, perché secondo me tutti quanti noi abbiamo mangiato tanto ci siamo un po' sfogati in cucina e quindi non si esce per mangiare, almeno rispetto a prima, ma si esce per stare insieme, anche se a distanza", conclude.

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