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Domenica, 3 Marzo 2024

Pd, Castagnetti: basta scissioni, serve una strategia inclusiva

Appello al prossimo segretario: non può fare a meno dei cattolici

Modena, 2 feb. (askanews) - Il Partito democratico non si può permettere altre scissioni, "ce ne sono state anche troppe". Per questo è necessario che il prossimo segretario nazionale metta in campo tutte le "strategie inclusive" per dare spazio dentro al partito alle diverse sue componenti. Il Pd "non può fare a meno dell'apporto del cattolicesimo democratico". A chiederlo è il presidente dell'associazione Popolari, Pierluigi Castagnetti, in occasione dell'incontro "Cattolici e politica. Quale ruolo in una società che cambia" organizzato dalla Fondazione Sias a Modena.

"La presenza dei cattolici sulla scena politica si è sempre più col tempo differenziata - ha ricordato Castagnetti -. Molti cattolici sono a destra e presenti nei partiti di destra. E' importante che il maggior partito dell'opposizione, quello attorno al quale si deve ricostruire uno spazio dell'opposizione - perché questa è la regola della democrazia, deve esserci una maggioranza e deve esserci un'opposizione - non può fare a meno dell'apporto del cattolicesimo democratico. Perché il cattolicesimo democratico è un pezzo della storia del paese".

"Spero che non ci sia una nuova scissione" all'interno del Partito democratico, "ce ne sono già state anche troppe - ha proseguito l'ex segretario del Partito popolare italiano -. Speriamo che finisca questa esperienza veramente tragica che ha attraversato anche il Partito democratico".

Da qui l'esigenza che dopo il congresso si trovi il modo di tenere insieme tutte le anime che hanno voluto il Pd. "Spero che il nuovo segretario sia in grado di organizzare delle strategie inclusive per far rendere al meglio l'originalità delle componenti che sono impegnate dentro il partito - ha detto Castagnetti -. Ci sono dei fattori costitutivi, come quelli che rappresentano la tradizione socialista, democratica, ambientalista, cattolico-democratico che devono essere messi ancora alla stanga perché c'è da reinventare una strategia politica. Siamo dentro a una terribile fase di transizione che deve avere uno sbocco e una prospettiva".

Servizio di Paolo Tomassone

Montaggio Claudia Berardicurti

Immagini askanews

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