Lunedì, 1 Marzo 2021

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Piste da sci: "Perso 65% fatturato, non vediamo l'ora di aprire"

Varallo (Dolomiti Superski): serve libertà di spostarsi nel Paese

Roma, 28 gen. (askanews) - A metà febbraio dovrebbero riaprire gli impianti sciistici anche se manca ancora un protocollo nazionale, dopo le ultime osservazioni del Comitato tecnico scientifico, da discutere con le regioni e province autonome. Ma la voglia di ripartire, in sicurezza, e sciare nonostante il Covid-19, è tanta. Andy Varallo, presidente del Dolomiti Superski, uno dei comprensori sciistici più grandi e importanti d'Italia.

"Se dovessimo aprire a metà febbraio ci lasciamo comunque alle spalle circa il 65% del fatturato stagionale; questo incide sulle aziende ma riaprire sarebbe per noi anche un'operazione di immagine, vogliamo far vedere che lo sci non è pericoloso, è uno sport all'aria aperta e ci siamo attrezzati da tempo per ospitare gli sciatori".

Ma con i continui cambi di colore delle Regioni e il divieto alla libera circolazione a livello nazionale, c'è timore. "Aprire a metà febbraio e pensare di farlo solo per i residenti sarebbe un bagno di sangue".

Le piste sono pronte, la neve è caduta in abbondanza e nelle Dolomiti hanno investito molto per la sicurezza e le misure anti-Covid. Informazioni e aggiornamenti in tempo reale su sito, app e comunicazioni ai clienti per evitare assembramenti sulle piste. In base alle vendite skipass degli ultimi 5 anni, in tutte le vallate c'è una stima sulle settimane più affollate nelle varie località per scegliere consapevolmente quando andare a sciare e dove. Skipass online o direttamente procurati dagli hotel per evitare file alle casse e impianti di risalita con capienza al 100% per seggiovie e skilift.

"Per le cabinovie e le funivie si parla del 50%, quindi di code ordinate, con distanziamento e mascherina e noi crediamo che questo eviti situazioni di assembramenti, da noi comunque ci sono i finestrini aperti".

Inoltre, affluenza fissata sulle piste al 70% in ogni vallata e calcolo di quanti skipass giornalieri possono essere venduti prendendo a riferimento i dati della stagione 2018-19, l'ultima completa sulle piste.

"E' importante non far arrivare il cliente nel comprensorio per poi farlo tornare a casa perché sono finiti i giornalieri. Questi contatori con le schede dei giornalieri ancora disponibili saranno continuamente aggiornati su sito e app per dare un'idera al cliente".

E ci si augura che le strutture ricettive, chiuse finora, decidano di aprire per questa stagione.

"Io ritengo che chiunque cercherà nei limiti del possibile di aprire. La gente ha voglia di sciare e credo che un afflusso minimo arriverà, possiamo pensare di prolungare la stagione per le perfette condizioni nevose".

"Il messaggio è quello della montagna viva e degli operatori che psicologicamente vogliono rivedere l'attività che parte e la gente che ci viene a trovare".

(Servizio di Lucilla Andrich)

Si parla di

Video popolari

Piste da sci: "Perso 65% fatturato, non vediamo l'ora di aprire"

Today è in caricamento