Domenica, 14 Luglio 2024

Presbiopia, Buratto (CAMO): sempre più precoce ma si può battere

Giovani presbiti non devono rinunciare a stile di vita attivo

Roma, 27 gen. (askanews) - "La presbiopia, il difetto visivo che rende difficile leggere da vicino, oggi si può correggere. A beneficiarne - sottolinea il

dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico - sarà il benessere e la qualità di vita della persona".

"Oggi - spiega il dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico - esistono trattamenti tecnologicamente avanzati che permettono di correggere la presbiopia. In particolare, tra i 40 e i 50 anni può essere sufficiente un breve trattamento laser. Dopo i 50 anni è possibile sostituire il cristallino con una lente intraoculare, opzione che non solo corregge la presbiopia ma che evita, poi, l'intervento di cataratta".

"Il messaggio importante per la cittadinanza - riprende Buratto - è che, oggigiorno, non c'è nessuna ragione per rassegnarsi a convivere con la presbiopia. Correggere questo difetto visivo può portare a grandi vantaggi al benessere individuale. Oggi, la fascia di età tra i 45 e i 65 anni è infinitamente più attiva rispetto a qualche generazione fa: le persone fanno sport, sono

dinamiche, sono molto attente alla prevenzione ed alla cura della propria persona. Perché - si chiede Buratto - dovrebbero sentirsi vecchie quando non lo sono? Perché rinunciare alla propria autonomia o sentirsi limitate ogni volta che si apre il cellulare o si legge qualcosa? Senza considerare che gli occhiali sono come le stampelle: delle protesi. Quando si lavora, si svolgono le

comuni attività personali e famigliari, oppure quando si praticano degli sport, è sempre meglio vedere con i propri occhi. Lenti a contatto o occhiali aiutano, certo, ma non equivalgono. Il secondo beneficio nel trattare la presbiopia è più sottile e riguarda il benessere personale. Proprio perché hanno uno stile

di vita dinamico e sportivo, 'i giovani presbiti' non devono rinunciarci. Ma la necessità di dover mettere e togliere gli occhiali e il velo di tristezza di chi si sente invecchiare potrebbe portare ad uno stile di vita meno attivo e più

sedentario".

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