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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

Rapporto Rsf 2021: record di giornalisti detenuti nel mondo

Sono 488: record in Cina, Myanmar e Bielorussia; e 46 morti

Roma, 16 dic. (askanews) - Con 488 giornalisti in detenzione arbitraria in tutto il mondo, Reporters sans frontières (Rsf) non ha mai registrato un numero così alto di giornalisti in prigione. È la denuncia contenuta nel rapporto annuale dell'ong che difende la libertà di informazione e di stampa con sede a Parigi.

"Quello che colpisce in questo rapporto annuale 2021 - spiega Christophe Deloire, segretario generale di Reporter sans frontieres - è il numero dei giornalisti detenuti, che è un record. Un più 20% (rispetto al 2020, ndr), 488 giornalisti detenuti in tutto il mondo in modo arbitrario. Questo è soprattutto dovuto all'aumento della detenzione in tre paesi: Cina, a causa di Hong Kong, Myanmar e Bielorussia, dove il dittatore Alexander Lukashenko si rifiuta di accettare i risultati delle elezioni e in seguito a elezioni truccate, ha organizzato una repressione assolutamente vergognosa. E anche lo Xinjiang, la regione dove vivono gli uiguri, dove un milione di uiguri sono detenuti in campi".

I cinque paesi in cui al primo dicembre 2021 è stato arrestato il maggior numero di giornalisti sono Cina (127), Birmania (53), Vietnam (43), Bielorussia (32) e Arabia Saudita (31). Numerose anche le donne reporter tratte in arresto. Secondo il rapporto, sono 46 i giornalisti uccisi quest'anno, il numero più basso registrato in 25 anni.

"Il Covid ha avuto come effetto di limitare i reportage, di limitare le uscite dei giornalisti e quindi i momenti in cui sono esposti ai rischi. È anche forse il risultato di una forma di auto-censura, di giornalisti che evitano di andare in zone pericolose. Ovviamente riflette anche il fatto che un certo numero di conflitti, in Siria e in tutto il Medio Oriente, sono meno letali di un tempo".

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