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Recovery Fund, Conte: basta ritardi, serve una sintesi efficace

"Riprendiamo incontri per operare subito, nei prossimi giorni"

Bologna, 21 dic. (askanews) - Si può discutere di tutto ma bisogna trovare una sintesi il prima possibile sul Recovery Fund ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un collegamento all'inaugurazione del Data Center Modena Innovation Hub, rilanciando l'azione di governo sulle questioni economiche.

"Si può discutere di tutto" sul Recovery Fund "ma lo dobbiamo fare nel merito e dovrò trovare una sintesi efficace". Non si può più ritardare, per questo "oggi riprendiamo gli incontri con le delegazioni della varie forze politiche innanzitutto di maggioranza". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un collegamento all'inaugurazione del Data Center Modena Innovation Hub cuore tecnologico della Smart City.

"Abbiamo già comunicato ufficialmente che al di là della discussione politica e delle polemiche che ci sono in questi giorni, dobbiamo riprendere con la massima lena e il massimo vigore la discussione sul Recovery plan italiano - ha spiegato Conte -. Non ci possiamo permettere agli occhi dei cittadini di ritardare oltre. Per questo oggi riprendiamo gli incontri con le delegazioni della varie forze politiche innanzitutto di maggioranza per operare subito, nei prossimi giorni, alla necessaria sintesi".

"Si può discutere di tutto, ma lo dobbiamo fare nel merito e dovrò trovare una sintesi efficace - ha proseguito Conte -. Ne va della credibilità del Paese agli occhi dei nostri cittadini che stanno soffrendo, ne va della credibilità del Paese in Europa".

Quindi "dobbiamo al più presto aggiornare lo stato di avanzamento del Recovery Plan" anche perché "dobbiamo tornare a confrontarci con le Regioni, gli enti locali e le parti sociali e dobbiamo mandare tutto in Parlamento in modo da acquisire i necessari riscontri e tutti i suggerimenti necessari per poter elaborare il progetto nella sua versione definitiva. Che tornerà ancora una volta in Parlamento, perché dovrà essere un progetto nazionale e per esserlo non solo deve accogliere le istanze di tutte le autorità territoriale e le forze sociali ma deve essere approvato dall'intero Parlamento".

Per il premier c'è "una tabella di marcia serratissima", perché "non ci possiamo permettere distrazioni su questo versante".

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