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Renato Zero: "In Zerosettanta c'è la mia espressione migliore"

Esce il primo di tre dischi per i 70 anni dell'artista

 

Roma, 23 set. (askanews) - Esce il 30 settembre "Zerosettanta - Volume Tre", il primo dei tre dischi che Renato Zero, 50 milioni di album venduti all'attivo, ha deciso di regalare e regalarsi per il suo compleanno.

A solo un anno di distanza da "Zero Il Folle" (certificato Oro), e dalla speciale Collection "Mille e Uno Zero", Renato Zero torna sulle scene con un progetto clamoroso, imprevedibile, spiazzante, sorprendente, che ancora una volta fa la Rivoluzione. Nel mondo delle playlist, nello scenario della musica liquida, Renato consegna alle stampe quaranta brani inediti: un cofanetto prezioso, un giro di boa per una carriera unica, un compendio declinato al futuro dell'artista che più di ogni altro ha soverchiato il piano della musica e della performance live senza mai scendere a compromessi.

Renato Zero festeggia la sua cifra più tonda con un progetto discografico monumentale. La reclusione forzata, ha nutrito di nuova linfa la sua inesauribile vena creativa e, a cominciare dal giorno del suo compleanno, Zero propone tre dischi di inediti in uscita il 30 di ogni mese, a settembre, a ottobre e a novembre.

"Questo disco è la mia espressione migliore", dice l'artista. "L'angelo ferito è un angelo non colpevole di trovarsi nel bel mezzo di questo grande nubifragio di sentimenti, di paure, di angosce. Io sono stato ferito più volte, le mie cicatrici parlano da sole".

"Tutto quello che è stato raccolto - prosegue Renato Zero - fa parte di un archivio personale di ciascuno e io sono poi uno molto attento a non disperdere nessuna delle esperienze. In questi mesi di chiusura mi sono adoperato per cercare di immaginarmi come mi sarei visto nei vent'anni in questi 70. Ringrazio quei silenzi e quella serenità che mi hanno permesso di arrivare a questo traguardo".

"Questo disco dimostra quante volte io mi sia presentato alla fonte battesimale. Oggi sono un cristiano orgoglioso della mia musica e di quello che sono", conclude.

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