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Mercoledì, 10 Agosto 2022

Ristoranti nel caos: riaprire? Sconforto, mancano le linee guida

La situazione a Napoli: meno coperti, molti taglieranno personale

Roma, 15 mag. (askanews) - Riaprire il 18 maggio? Forse, e soprattutto come? E' la domanda che si stanno ponendo i ristoratori di tutta Italia, aspettando indicazioni precise sulle distanze da rispettare tra i tavoli e le direttive regionali. Molti locali più piccoli valutano se restare chiusi, con pochissimi tavoli impossibile sopravvivere; per altri meglio continuare solo con il take away. Ma quello che sconcerta di più è il caos e il ritardo nelle decisioni e nelle comunicazioni. Loro devono organizzarsi. Regna lo sconforto sul lungomare di Napoli.

"Al momento non sappiamo ancora nulla se si parte o no, noi ci stiamo preparando con la speranza di partire quanto prima perché siamo agli stremi, ma ad oggi che è venerdì pomeriggio non sappiamo nulla".

"Finché non arrivano le linee guida non possiamo ripartire, fare un piano. Aprire un ristorante non è semplice, dobbiamo richiamare il personale, contattare i fornitori, vedere come sistemare i tavoli, aspettiamo...".

"Più o meno sappiamo come dovremo ripartire nelle distanze tra tavolo e tavolo sperando che le Regioni siano un po' più larghe e ci permettano di lavorare, perché abbiamo tantissimi dipendenti.

Siamo messi male, abbiamo spazi esterni ma è un terzo dei posti che avevamo prima".

"Dirci di aprire a condizioni disumane vuol dire quasi che non riapriamo".

"Per il momento non c'è ripartenza, non si sa niente, siamo tutti a zero. Abbiamo preso le misure ma invece di 12 tavoli ne metteremo 4 o 5, dimezzerò i dipendenti le casse integrazioni non sono arrivate, ci sono problemi enormi".

Qualcuno resta positivo: "Non vediamo l'ora stiamo iniziando a preparare tutto in maniera ottimale per lavorare bene e offrire un buon servizio, aspettiamo notizie".

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