Martedì, 20 Aprile 2021

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Russia, confronto tra generazioni su referendum che decide futuro

L'ottantunenne Liudmila e i suoi nipoti, due mondi opposti

Mosca, 26 giu. (askanews) - C'è una frattura generazionale in Russia, e il referendum costituzionale in corso a Mosca, ma anche nella sconfinata provincia russa, lo rivela fin troppo bene. Il voto che di fatto decide se il presidente Vladimir Putin potrà o non potrà rimanere in carica per altri due mandati, sino al 2036, apre una spaccatura tra le vecchie e le nuove generazioni.

Nel tepore delizioso di questa dacha ad Andreevskoe, in una delle regioni dove la campagna è incantevole e rassicurante, l'Oblast di Vladimir, sono seduti a un tavolo Liudmila Judina, 81 anni, logopedista in pensione e la sua famiglia. Per lei è chiaro cosa si deve votare:

"I giovani chissà perché sono sempre più orientati verso l Occidente. La Russia è però un Paese diverso, noi abbiamo una mentalità diversa, abbiamo dei valori per quanto riguarda la famiglia, il matrimonio e i rapporti tra donna e uomo molto tradizionali, e io vorrei che questa tradizione si mantenesse".

Di parere decisamente diverso il nipote Il ja, studente di pedagogia.

"L'artificio in questo caso è che il principale emendamento è quello che riguarda i mandati. Io non so perché continuano a fare tanta pubblicità sugli altri, su quello che riguarda il matrimonio omosessuale, ma è evidente che l emendamento cruciale e quello che azzera i mandati di Putin e lo fa ripartire da zero. Questo non mi soddisfa ".

Anche suo cugino Ivan, studente di aviazione, 19 anni, la pensa alla stessa maniera, ma usa toni più forti:

"Le persone giovani ma anche quelle di mezza età, è bene che pensino a quello che stanno facendo e a come voteranno. Perché tra cinque o tra cinquant anni noi vivremo sotto quella costituzione, se passerà... E sarà un paese conservatore, totalitario, suona duro. Ma si sta andando verso questo".

Ma le persone di mezza età la vedono molto diversamente da Il'ja e Ivan. Come Svetlana Khokhlova, ex parlamentare, blogger conservatrice:

"Loro (i giovani che sono contrari agli emendamenti costituzionali) non sanno com'era vivere in URSS e non conoscevano il paese quando era una superpotenza. Ecco perché. Non sanno com'era negli orribili anni Novanta, quando i nostri cimiteri raddoppiarono di dimensioni, quando le persone morivano di fame".

Gli anni Novanta sono stati stati usati più volte dal Cremlino come giustificazione per giri di vite legislativi. Oggi la Russia è un Paese sicuramente più stabile e meno violento di 25 anni fa, ma come sarà tra 25 anni preoccupa tutti. Anche Putin, ma evidentemente non solo lui.

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