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Lunedì, 24 Giugno 2024

Save the Children, 449 mln di bambini vivono in zone di conflitto

I dimenticati, il rapporto sui Paesi da cui si fugge

Roma, 28 feb. (askanews) - Afghanistan, Somalia e Siria - alcune delle principali nazionalità di provenienza delle persone che hanno perso la vita nel naufragio di Crotone, nel tentativo disperato di raggiungere l'Europa - sono tra i dieci Paesi peggiori in cui vivere per i bambini, secondo il Rapporto "The forgotten ones", diffuso in Italia da Save the Children, l'Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Secondo il Rapporto, 449 milioni di bambini vivono in zone di conflitto. In un anno più di 8mila bambini sono morti o sono stati mutilati a causa di guerre e violenze con una media di 22 al giorno.

Nel video "Save the Survivors', basato su storie vere, viene raccontato l'impatto sulla vita quotidiana dei bambini che vivono in zone di guerra e le conseguenze degli orrori del conflitto. Storie che non possono lasciare indifferenti, come quella di Ruba, dalla Siria, che aveva solo pochi giorni quando ha perso i genitori, uccisi dall'esplosione di un barile bomba. O di Dioura, 12 anni, costretta a fuggire e a costruirsi una nuova vita dopo l'attacco del suo villaggio, in Niger, ad opera di gruppi armati. E di Kibrom, 13 anni, che dopo aver viaggiato a piedi per un mese con la madre, riparandosi nelle grotte, è perseguitato dai ricordi delle violenze che ha visto durante il viaggio e terrorizzato all'idea di subirne altre.

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