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Scontri vicino al Parlamento a Beirut, 2 ministri si dimettono

Seconda giornata di proteste; raccolti 250 mln euro da donatori

 

Beirut, 10 ago. (askanews) - Nuovi scontri sono scoppiati, questa volta vicino al Parlamento, a Beirut tra le forze dell'ordine e un gruppo di manifestanti, nella seconda giornata consecutiva di proteste seguite alla devastante esplosione del 4 agosto nel porto della città. Le forze di sicurezza hanno risposto conì i gas lacrimogeni ai lanci di pietre e petardi dei manifestanti.

Di fronte alla tragedia e alla rabbia della popolazione, che chiede da mesi le dimissioni del governo di Hassan Diab accusato di corruzione, incompetenza e negligenza, nel giro di poche ore si sono dimessi prima la ministra dell'Informazione Manal Abdel Samad e poi il collega all'Ambiente e allo Sviluppo Amministrativo Damianos Kattar.

Sono 158 i morti e 6.000 i feriti secondo il bilancio ufficiale dell'esplosione causata da 2.750 tonnellate di nitrato d'ammonio immagazzinate al porto. In un paese già in ginocchio per la crisi economica aggravata dall'epidemia di Covid-19, dei quartieri interi sono stati devastati dall'esplosione che ha lasciato un cratere di 43 metri.

Intanto in una video-conferenza dei paesi donatori organizzata domenica da Francia e Onu, sono stati raccolti poco più di 250 milioni di euro, 30 solo dalla Francia, per aiutare il Paese del Cedro.

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