Mercoledì, 21 Aprile 2021

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Scuole paritarie in sciopero: #noisiamoinvisibiliperquestogoverno

Genitori "morosi" per la crisi. Chiesti 230 mln, ottenuti 80

Milano, 19 mag. (askanews) -

"La scuola per questo governo è invisibile, noi siamo gli invisibili per questo governo".

Non c'è solo la scuola pubblica. Ci sono tanti maestri e professori delle scuole parificate che in questo difficile periodo di lockdown si sono rimboccati le maniche e si sono dati da fare per offrire agli studenti continuità negli studi. Da Telegram ai padlet, da zoom ai compiti a casa scansionati, ma anche l'intervallo in teleconferenza e le letture a distanza. Tanti strumenti per far sentire ai bimbi, ai ragazzi e alle ragazze, che la scuola non li ha abbandonati. Ma alcune famiglie fanno sempre più fatica a pagare le rette. Secondo l'associazione di Confindustria degli istituti non statali dal primo aprile i genitori "morosi" sono la maggioranza. Da qui lo sciopero: lezioni a distanza sospese il 19 e 20 maggio, per dire che il fondo stanziato non basta.

Nel decreto Rilancio del governo Conte sono previsti 65 milioni per la scuola paritaria da zero a sei anni, a copertura del mancato pagamento delle rette. Altri 15 vanno alle Regioni per sostenere nidi e materne paritarie. C'è un impegno formale del ministro dell Economia Roberto Gualtieri per un intervento da 62 milioni per le primarie, medie e superiori, prima escluse. Ma ancora non basta: la richiesta è almeno 230 milioni di euro.

Né elemosina, né obolo per la scuola dei ricchi. Gli alunni delle scuole paritarie sono l 11% di quelli iscritti alle statali, il

71% delle materne, il 5% delle medie e il 13% delle superiori. Un settore che permette ai genitori di andare al lavoro e che fa lavorare 160mila insegnanti e personale scolastico. Tutte queste persone, se le paritiarie chiudessero, dove andrebbero?

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