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Sessismo e razzismo? Morelli e Cremonini dominano l'estate social

Rivolta sul web per le battute di cattivo gusto

Roma, 26 giu. (askanews) - Raffaelle Morelli, Vittorio Sgarbi e adesso anche Cesare Cremonini. Negli ultimi giorni sui social non si parla d'altro e delle loro pubbliche battute di dubbio gusto che hanno scatenato la rivolta dei follower, meritandosi le accuse di "maschilismo", "razzismo", "xenofobia".

E' proprio sui social media che messaggi di odio, sessismo e discriminazioni di solito trovano terreno fertile. Ma a leggere il dibattito e le critiche sul web, sembrano tutti scandalizzati dalle frasi e dai comportamenti degli accusati. La rete, compatta, li ha messi alla gogna e scalano la vetta dei trending topic.

Cremonini, ospite della trasmissione "E poi c'è Cattelan" su Sky, ha parlato della sua colf moldava che ha deciso di ribattezzare "Emilia", ha raccontato, in onore del suo essere emiliano, rivendicando poi il fatto di poterla chiamare come vuole "perché la paga". Una frase che ha scatenato una bufera di insulti, salvo poi il tentativo di salvare la situazione pubblicando un video su Instagram in cui scherza e balla con la 'Emilia' in questione.

Diverso il caso del noto psichiatra Raffaele Morelli e delle sue frasi sull'importanza del femminile: "Se una donna non suscita il desiderio quando esce di casa deve preoccuparsi" aveva detto a RTL. Il femminile, categoria psicoanalitica, ancorato però solo allo sguardo degli uomini. Incalzato in diretta radiofonica su Tg Zero di Radio Capital dalla scrittrice Michela Murgia su questo tema, è sbottato: "Stai Zitta!"...

Infine ciliegina sulla torta, Vittorio Sgarbi, portato via di forza dall'aula della Camera da cui era stato espulso per i gravi insulti alla magistratura e quelli, pesanti e insubbiamente sessisti, rivolti alla vicepresidente Mara Carfagna e alla deputata Giusi Bartolozzi. Parole irripetibili che non si vorrebbero mai ascoltare, specialmente dentro Montecitorio.

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