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Sovranità digitale, Giorgetti: Italia con asse Francia-Germania

Gubitosi: senza connettività si perde. Recuperare ritardi

Roma, 30 mar. (askanews) - Nel settore tecnologico e ancora di più in quello digitale l'Europa e l'Italia sono costrette a muoversi e dialogare tra due colossi come gli Stati Uniti e la Cina. Recuperare sovranità, con un presidio tecnologico forte è quanto mai necessario in un momento in cui la digitalizzazione viaggia a ritmi accelerati. Se ne è parlato nel corso della discussione online del position paper del Centro di economia digitale dedicato proprio al tema della Sovranità digitale. Un dibattito cui hanno preso parte attori del settore, tra cui l'ad di Open Fiber, Elisabetta Ripa, Alessandro Profumo, numero uno di Leonardo e Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Tim insieme ai due ministri del Governo che si stanno occupando di digitale e dei progetti legati al Recovery plan, Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico e il ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao.

Parlando del Recovery plan e della necessità di spingere l'acceleratore della fibra e del 5G Colao è tornato a ribadire un tema che gli sta a cuore, quello della semplificazione, perchè non c'è innovazione se si frappongono ostacoli burocratici alla ricerca: "Io sono un ottimista di natura e sostegno che sì ce la faremo e che ci sono buone condizioni di investimento ma dobbiamo aggiungere un'altra ambizione che non è un'ambizione di soldi ma sevogliamo avere una sovranità tecnologica basata sull'innovazione e sullo sviluppo tecnologico e sulla non dipendenza dobbiamomettere più sperimentazione e liberare spazi che chiamerei giuridico-regolatori e un po' come cambiare gli occhiali e questo richiederà una semplificazione amministrativa, una velocizzazione del ciclo di autorizzazione dell'innovazione e la rimozione degli ostacoli di tipo difensivo che la burocrazia crea a questo".

Sulla necessità di un presidio europeo forte si è invece soffermato il numero uno di Tim Luigi Gubitosi, che ha posto l'accento anche sulla importanza di gestione dei dati, ormai dirimente nell'esercizio della sovranità digitale da parte di un paese e delle imprese al suo interno. Ma anche le reti sono fondamentali ha detto Gubitori, per essere indipendenti:

"Il termine sovranità digitale vuol dire esercitare la propria sovranità su un determinato perimetro geografico, quindi essere presenti su quel territorio con reti performanti e all'avanguardia. Nelle aree in cui la rete non arriva - ha detto Gubitosi - le famiglie e le imprese di quella zona soffrono drammaticamente, quindi bisogna recuperare i ritardi irresponsabilmente accumulati in queste aree. Quindi con la mancanza di connessione si perde la sovranità. Per cui oltre ad arrivare ad ambire a una sovranità del paese è bene assicurarsi che questa sia esercitabile e ci siano tutti gli elementi. Confermo il forte impegno di Tim che ha iniziato con le connessioni in 10 gigabit. Non c'è nulla che sia future proof se non l'impegno alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche".

A chiudere i lavori il ministro Giancarlo Giorgetti che ha evidenziato la necessità per l'Italia di riappropriarsi della propria sovranità digitale e tecnologica un'ottica europea e in una triangolazione con Francia e Germania, i due paesi portanti dell'Unione europea: "Oggi diventa di attualità avere una capacità di sviluppare una capacità di sovranità tecnologica perchè se andiamo a vedere tutti questi settori e dobbiamo avere la capacità di sviluppare in modo autonomo e non totalemente dipendente questo tipo di sovranità tecnologica dove in Italia la dimensione è quella europea, ma dove io credo che l'Italia debba avere l'ambizione di aggiungersi a quella che è la locomotiva dell'Europa cioè l'asse franco tedesco e specialemnte dopo la Brexit l'Italia deve avere l'ambizione di costruire il triangolo portante dell'impalcatura europea".

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