Martedì, 13 Aprile 2021

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Spazio, la sonda Nasa Cheops pronta per la caccia agli esopianeti

Importante partecipazione italiana alla missione con Asi e Inaf

Milano, 16 apr. (askanews) - Dopo tre mesi di test in orbita, si è conclusa la cosiddetta fase

di commissioning della sonda ESA Cheops che può finalmente cominciare la sua missione per la ricerca e lo studio di nuovi esopianeti: mondi al di fuori del nostro sistema solare.

Lanciata nel dicembre 2019, la sonda ha già ottenuto promettenti osservazioni di stelle note che ospitano esopianeti e da adesso in poi potrà dedicarsi alla scoperta di nuovi mondi con le sue misurazioni.

I suoi accuratissimi strumenti riescono a percepire la piccolissima variazione di luminosità delle stelle oscurate dal passaggio dei pianeti davanti ad esse, vere e proprie mini

eclissi, con una precisione di appena qualche decina di parti per milione.

Cheops (CHaracterising ExOPlanet Satellite) è un piccolo telescopio largo appena un metro e mezzo, nato dalla collabrazione tra la Svizzera e l'Agenzia spaziale europea con una importante partecipazione dell'Italia grazie all'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), all'Università di Padova e, soprattutto, l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) che, in particolare, attraverso un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Leonardo, Thales

Italia Space Italia e Media Lario, hanno realizzato gli occhi del satellite che orbita a 700 km dalla Terra.

Così, in occasione del lancio, il presidente dell'Asi, Giorgio Saccoccia aveva espresso ad askanews la soddisfazione della comunità scientifica italiana.

"Guarderà verso l'alto, verso stelle lontane per studiare pianeti che potrebbero ospitare la vita o aver ospitato la vita in passato - ha detto Saccoccia - come Agenzia spaziale italiana

siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo insieme al governo per supportare lo Spazio di oggi e preparare lo Spazio del futuro".

Ad oggi si contano più di 4000 esopianeti che orbitano attorno a stelle diverse dal Sole. È fondamentale ora iniziare a caratterizzarli per capire come sono si siano formati, di cosa

siano costituiti e, soprattutto, se siano o siano stati in grado di sostenere forme di vita.

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