Mercoledì, 12 Maggio 2021

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Spazio, produrre acqua sulla Luna si può... e lo farà l'Italia

Al progetto Isru dell'Esa collaborano PoliMi, Asi e OHB Italia

Milano, 5 mag. (askanews) - Produrre acqua sulla Luna si può e gli astronauti delle prossime missioni Artemis che, a partire dal 2024 creeranno una base permanente sul suolo lunare, lo faranno grazie alla tecnologia italiana.

Un sistema messo a punto da scienziati e ricercatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con OHB Italia, prime contractor, nell'ambito della missione dimostrativa ISRU (In-Situ Resource Utilisation) dell'Agenzia spaziale europea (Esa), con l'importante contributo dell'Asi (Agenzia Spaziale Italiana).

Il processo chimico-fisico permette di estrarre l'Ossigeno direttamente dalla regolite (la sabbia lunare) come funziona lo ha spiegato Michèle Lavagna, docente del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano.

"Non stiamo estraendo acqua dal terreno ma stiamo lavorando con un processo termochimico per trasportare l'Ossigeno dall'accoppiamento con una certa particella metallica fino all'accoppiamento con l'Idrogeno e quindi portarlo a trasformarsi in acqua - ha detto - com'è composto questo impianto? Partiamo dalle linee di fluido: viene inserita una miscela di gas che arriva ad alta pressione, viene effettuato un controllo e portato a bassa pressione, entra nell'elemento principale: un forno ad alta temperatura che ha all'interno il cuore dell'equipaggiamento, una fornace in cui viene inserita dall'alto la sabbia. Questo cilindro viene chiuso per mantenere la temperatura molto alta necessaria al processo e all'interno, nell'interazione dei gas Metano e Idrogeno con gli ossidi che ci sono nella sabbia lunare si ottiene il passaggio di testimone; l'Ossigeno si attacca alle particelle di Carbonio e viene trasportato fuori, nella parte alta del forno come Anidride carbonica o Ossido di carbonio. Una volta che il gas esce ad alta temperatura viene portato a un secondo stadio a una temperatura più bassa per poter elaborare l'Ossigeno in modo da trasferirlo all'Idrogeno e trasformarlo in acqua. Dalla seconda reazione chimica usciamo ancora in forma gassosa e arriviamo a un frigorifero che abbassa ancora la temperatura ben sotto lo zero e il vapore diventa solido. Il solido lo ritroviamo nel condensatore in forma di ghiaccio; l'acqua viene separata grazie al raggiungimento di zero gradi e abbiamo la solidificazione dell'acqua".

Produrre Ossigeno e quindi acqua direttamente sulla Luna, come anche su Marte, sarà indispensabile non solo per la sopravvivenza degli astronauti ma anche per creare il propellente per le navette che dovranno riportarli a casa, rendendoli indipendenti da continui e costosi rifornimenti dalla Terra, come ha spiegato Roberto Aceti, Ad di OHB Italia.

"È una tecnologia abilitante per le esplorazioni spaziali - ha detto - noi possiamo permetterci di mandare esseri umani o strutture complesse che richiedono energia su altri pianeti solo se saremo in grado di padroneggiare queste tecnologie. L'Italia è alla frontiera e avanti rispetto ad altri Paesi su queste tematiche e noi siamo confidenti che nei prossimi anni riusciremo a raggiungere il risultato sperato: portare l'Italia tra le grandi nazioni protagoniste del sistema Spaziale".

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