Venerdì, 27 Novembre 2020

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Stallo Ue su Recovery Fund, l'unica strada è la negoziazione

Oltre a veto di Polonia e Ungheria, alza la testa la Slovenia

Milano, 20 nov. (askanews) - Stallo sul Recovery Fund. Nella videoconferenza dei leader Ue, Polonia e Ungheria hanno ribadito che non possono accettare che l'erogazione del Recovery Fund sia legata al rispetto dello stato di diritto. E ora anche il premier sloveno Janez Jansha considera il meccanismo concordato tra presidenza di turno tedesca, Consiglio e Parlamento non in linea con i trattati.

A questo punto l'unica strada è la negoziazione. "Non possiamo inviare la proposta al parlamento europeo" ha dichiarato Angela Merkel alla fine della riunione, ma bisogna "andare avanti", secondo la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen. Secondo Charles Michel, presidente del Consiglio europeo la maggior parte dei Paesi Ue è d'accordo sulle condizionalità.

Intanto l'Ungheria cerca di smorzare i toni. "I colloqui dovrebbero continuare e alla fine giungeremo a un accordo", ha detto alla radio di Stato il primo ministro ungherese Viktor Orban. "È così che di solito va" ha aggiunto. Ma l'opposizione ungherese si è schierata contro il veto.

Ungheria e Polonia sono sotto indagine Ue per aver minato l'indipendenza di tribunali, dei media e delle organizzazioni non governative e rischiano di perdere l'accesso a decine di miliardi di euro.

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