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Giovedì, 18 Aprile 2024

Surgelati, l'innovazione che in 60 anni ha cambiato nostre tavole

Iias: oggi ne mangiamo 16 kg a testa l'anno contro 3 kg del 1980

Milano, 01 mar. (askanews) - Hanno accompagnato 60 anni di storia del nostro Paese, contribuendo a cambiarne le abitudini, alimentari e non solo. Parliamo degli alimenti surgelati, cresciuti in questi sei decenni col piede puntato sul pedale dell'innovazione, premiati da nove italiani su 10, che oggi ne consumano 16 chili pro-capite all'anno contro i 3 del 1980. In vista della giornata del cibo surgelato il 6 marzo, che che coincide con la nascita dell'Istituto Italiano Alimenti Surgelati e la diffusione su larga scala dei cibi frozen, ne abbiamo parlato col presidente Giorgio Donegani. "I surgelati grazie all'innovazione hanno saputo crescere continuamente nella fiducia ancora più che nei consumi grazie alla capacità di rispondere alle sempre nuove esigenze dei cittadini e dei consumatori - ha detto - a dimostrazione di come ormai il surgelato non sia più il prodotto che per tanti anni in passato è stato considerato emergenziale ma qualcosa che effettivamente è presente nelle scelte quotidiane".

Arrivati in Italia negli anni del miracolo economico, un po' in ritardo rispetto ai paesi dell'europa centro settentrionale, i surgelati si sono diffusi di pari passo con gli elettrodomestici. Del resto per conservarli in casa occorreva il freezer che arriverà solo alla fine del decennio. Ma se negli anni 70 trovano un posto stabile nelle dispense italiane è nel decennio successivo che vengono più ampiamente sdoganati. A fare il resto però sarà l'innovazione come l'Iqf, il surgelato individualmente, che negli anni 90 imprime una svolta all'industria, prima di quella portata dalla pandemia. E' negli anni del distanziamento e dei lockdown, infatti, che i surgelati consumati in Italia toccano la cifra record delle 940 mila tonnellate. Guarda caso in concomitanza con la crescita del 21% delle vendite di freezer.

"I surgelati - ha affermato Francesco Morace, sociologo e presidente di Future concept lab - sono entrati nella vita degli italiani inizialmente con qualche diffidenza perché la cultura italiana era legata alla tradizione ma quasi subito ha saputo in qualche modo conciliare la tradizione all'innovazione e questo è un elemento che abbiamo visto confermato in questi 60 anni. Forse è l'innovazione tecnologica più profonda che è stata accettata più velocemente dagli italiani".

Ma l'innovazione non è solo tecnologica. Ha dietro anche una ricerca di prodotto che, grazie anche al marketing, ha reso iconici alcuni alimenti surgelati:

"Io sono nato nell'anno in cui in inghilterra sono nati i bastoncini di pesce che sono un prodotto iconico ci sono 10 milioni di famiglie che li mangiano di frequente, poi è arrivato un altro must che è quello dei minestroni, le patatine surgelate che oggi hanno un enorme successo". Ma c'è anche la pizza, che copre il 10% dei consumi di surgelati nel nostro Paese, diventata ambasciatrice del made in Italy alimentare nel mondo. E ancora i piatti pronti, il cui successo arriva negli anni '90, grazie alla capacità di cristallizzare a -18 la nostra tradizione gastronomica. Ma nel 2022 il mercato dei surgelati come ha risposto a inflazione e aumenti delle materie prime, dopo 4,8 miliardi di euro toccati nel 2021? "Se noi guardiamo nella globalità il comparto - ha spiegato Donegani - diciamo che ci aspettiamo una sostanziale tenuta e sicuramente non una regressione in particolare per il fatto che la ristorazione che tanto ha sofferto negli anni scorsi sta riprendendo".

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